Pagamenti cashback controllati dal Fisco, ecco quali sono e perchè

Pubblicato il 10 Febbraio 2021 alle 14:45 Autore: Claudio Garau
Carta di credito come fare il blocco del pagamento per gli acquisti

Pagamenti cashback controllati dal Fisco, ecco quali sono e perchè

Ultimamente si sono moltiplicati i casi nei quali il meccanismo del bonus cashback viene utilizzato ai limiti della scorrettezza. Ebbene sì: non sono stati pochi i privati acquirenti che hanno effettuato tante piccole transazioni di pochi centesimi presso lo stesso esercente, al preciso fine di elevare il numero di operazioni e avere così più possibilità di vincere i premi collegati al cashback. Ma il Fisco vuole vederci chiaro e ha recentemente avviato apposite verifiche anti frode. Vediamo più nel dettaglio.

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Bonus cashback: il meccanismo in breve

Proprio la categoria dei benzinai ha segnalato il problema dei cosiddetti ‘furbetti del cashback’: hanno infatti scritto al Ministero dell’Economia per denunciare l’astuto artificio di frazionare le spese minime per accumulare più operazioni, pur facendo un solo pieno di benzina, e salire nella classifica cashback. E tutto ciò a danno degli esercenti, che devono subire più costi.

In una situazione come questa, non deve dunque stupire che Ministero e Fisco si siano prontamente attivati per indagini e controlli sui pagamenti con carte di credito e bancomat.

Il decreto attuativo del noto bonus cashback, ossia il decreto del ministro dell’economia e delle finanze del 24 novembre 2020, ha predisposto le regole di partecipazione alla nuova misura inserita nel Piano Italia Cashless, per favorire l’uso di mezzi di pagamento tracciabili.

L’interessato al bonus cashback, compiendo pagamenti con carte di credito o debito registrate sull’applicazione IO, può accumulare un rimborso del 10% sugli acquisti non al di sopra dei 150 euro. Per le somme al di sopra di tale limite il rimborso sarà comunque calcolato entro i 150 euro. In base alle regole in materia, il numero minimo di transazioni per incassare il rimborso cashback, corrisponde a 50 operazioni da farsi in un lasso di tempo pari a 6 mesi.

Il frazionamento dell’acquisto è legale?

Insomma, a ben vedere, le sole limitazioni in relazione al meccanismo del cashback farebbero riferimento all’arco temporale entro cui è possibile effettuare le operazioni e la tipologia di acquisti, presso ‘negozi fisici’. Sono altresì fuori dal meccanismo del bonus, gli acquisti compiuti nell’esercizio della propria professione, arte o impresa.

Ciò che le regole del gioco non dicono con chiarezza è quante volte si può utilizzare la carta di credito o il bancomat nello stesso esercizio in una sola giornata o nell’arco di un quarto d’ora. Ecco allora spiegate le tante micro-transazioni finite sotto i controlli del Fisco.

In un quadro come questo, non pochi consumatori hanno così pensato all’escamotage di suddividere i loro acquisti in transazioni anche di pochi centesimi da effettuare presso lo stesso esercente (ad es. supermercato), in modo da ottenere più rapidamente una posizione più elevata nella classifica del super cashback. Quest’ultimo è un meccanismo che dà premi pari a 1.500 euro ai primi 100mila cittadini e consumatori più costanti nell’uso di metodi di pagamento elettronici.

A ben vedere, la normativa in questione non contiene disposizioni che vietino la possibilità di frazionare i propri acquisti presso il medesimo esercente. E se così è realmente, la denuncia dei benzinai sarebbe stata inutile. Finora, nei casi analizzati non sono emerse frodi o violazioni della disciplina che riguarda il meccanismo del cashback. Ma sarà il Fisco a svolgere controlli più approfonditi per capire se ci possono essere state delle violazioni della normativa.

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Concludendo, pare proprio che, almeno per il momento, l’ipotesi delle microtransazioni per salire in classifica cashback sia da considerarsi legittima e legale. Infatti, come ha recentemente dichiarato Alessandro Zavelloni di Fegica Cisl: “Al momento risulta essere legittimo fare più pagamenti ripetuti ravvicinati e nello stesso esercizio. Si potrebbe autorizzare a un tetto dei pagamenti in un lasso temporale, ma attendiamo indicazioni dal ministero“.

Non resta insomma che attendere nuove istruzioni e/o chiarimenti da parte delle autorità, per capire con esattezza come sfruttare il meccanismo del cashback conformemente alle norme vigenti.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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