Iter di formazione del Governo: quali sono i passaggi fondamentali?

Pubblicato il 5 Febbraio 2021 alle 15:33 Autore: Guglielmo Sano
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Iter di formazione del Governo: quali sono i passaggi fondamentali?

Qual l’iter di formazione di un governo? Quali sono i passaggi fondamentali per battezzare un nuovo esecutivo? La scansione fissata dalla Costituzione e dalla prassi.

Iter di formazione del Governo: quali sono i passaggi fondamentali?

Qual è l’iter di formazione del governo? L’Italia è una repubblica parlamentare, ciò significa che il capo dell’esecutivo non viene eletto direttamente dai cittadini: questi ultimi, infatti, eleggono i membri del Parlamento. Dunque, al partito o ai partiti che hanno la maggioranza dei seggi alla Camera e al Senato spetta indicare un Presidente del Consiglio al Quirinale. Una volta ricevuta questa indicazione durante un giro di consultazioni, Il Presidente della Repubblica convoca la figura prescelta al Colle per affidargli il cosiddetto incarico. Ecco i passaggi fondamentali di formazione del governo a seguito di una tornata elettorale. Leggermente diversa la scansione delle fasi quando, invece, si verifica una cosiddetta crisi di governo.

L’iter di formazione del governo è leggermente diverso quando si apre una crisi parlamentare o extraparlamentare. La prima consiste in una sfiducia dell’esecutivo in carica durante una votazione parlamentare: in pratica, può capitare che un governo perda la maggioranza dei seggi in una delle due camere; la seconda avviene se, prima di un voto di fiducia, uno dei partiti della maggioranza ritira il suo appoggio al governo: proprio come nel caso del Conte bis, l’esecutivo si dimette prima di perdere ufficialmente la maggioranza in una delle due camere. A questo punto non si torna direttamente al voto ma si passa nuovamente la palla al Quirinale.

Crisi di governo e nuovo esecutivo

Infatti, a seguito di una crisi di governo, il Presidente del Consiglio e di conseguenza la sua squadra di ministri rimette il mandato al Presidente della Repubblica (che accetta le dimissioni con riserva così che l’esecutivo possa continuare a svolgere i suoi compiti di ordinaria amministrazione). Sempre il Capo dello Stato convoca tutti i partiti al Colle per chiarire le possibilità di proseguire la legislatura con altre condizioni (con una nuova maggioranza, per esempio, o nuovo Presidente del Consiglio). Una volta appurata tale possibilità, il Quirinale conferisce un incarico (che può essere anche solo esplorativo). L’incaricato condurrà a sua volta un giro di consultazioni con le forze parlamentari, dunque, tornerà dal Presidente della Repubblica a riferire se c’è o non c’è una maggioranza a sostegno del nuovo esecutivo.

Se la maggioranza non c’è, il Colle può affidare un nuovo incarico oppure sciogliere le camere per far tornare il paese al voto. Invece, se una maggioranza in Parlamento effettivamente c’è, l’incaricato scioglie la riserva: il Colle allora accetta le dimissioni del Presidente del Consiglio uscente, nomina l’incaricato e i ministri. Il nuovo governo, infine, giura ed entra in carica solo per l’ordinaria amministrazione: entro 10 giorni dovrà ottenere la fiducia del Parlamento per avere pieni poteri.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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