Sondaggi Tecné, tra effetto IMU e perplessità

Pubblicato il 14 Febbraio 2013 alle 12:01 Autore: Matteo Patané

Sondaggi Tecné, tra effetto IMU e perplessità

L’entrata nel periodo di oscuramento dei sondaggi, quel tempo tecnico tutto italiano precedente le elezioni di due settimane in cui i sondaggi elettorali possono essere commissionati e svolti ma non divulgati, consente di riepilogare l’andamento delle coalizioni a due settimane dal voto e offrire un parametro di confronto stabile e definitivo dei trend di consenso di leader e partiti.

Silvio Berllusconi (PdL)

Nel corso di questa campagna elettorale, tra le varie case sondaggistiche si è contraddistinta Tecné, tanto per le sue rilevazioni giornaliere che offrivano una sorta di borsino della politica, quanto per aver svolto sondaggi a livello di dettaglio regionale in grado di offrire informazioni più precise sulla ripartizione geografica del voto.

[ad]Poco prima dell’oscuramento dei sondaggi, è stato pubblicato in data 7 febbraio proprio un sondaggio regionale, svolto tra il primo ed il cinque del mese.
Questo sondaggio, per la sua ricchezza di dettaglio e anche per il fatto di venire dopo un analogo precedente, si mostra particolarmente ricco di spunti per un’analisi pre-elettorale approfondita… e anche per mettere in evidenza alcune anomalie che in qualche modo paiono rendere meno credibile alcuni dei dati presentati da Tecné.

Il primo dato significativo è il confronto tra i dati regionali e quelli nazionali raccolti sempre da Tecné nel medesimo periodo, pubblicati nel sondaggio del 6 febbraio.

Sondaggio regionale e nazionale Tecné

Tra i dati regionali e quello nazionale pesano l’assenza della Valle d’Aosta e le date di realizzazione non perfettamente coincidenti, ma altri parametri, primo tra tutti il fatto che siano riferiti entrambi alla popolazione maggiorenne (cosa che falsa leggermente i dati del Senato), li rendono comunque facilmente confrontabili.
Colpisce in primo luogo il dato dell’astensione, nel nazionale oltre un punto più bassa che nei regionali, quindi oltre 600.000 voti che si spostano dal bacino degli indecisi alle preferenze di partito. Questi voti però non appaiono distribuiti in maniera uguale tra le varie formazioni. Ad essere avvantaggiato nel nazionale è in primo luogo il M5S (+500.000 voti e +1,4%) seguito da RC (+200.000 voti e +0,5%) e dal centrodestra (+200.000 voti e +0,2%). Al contrario, risultano penalizzati nel sondaggio nazionale il centro montiano (-200.000 voti e -0,8%) e IBC (-50.000 voti -0,8%).

(Per continuare cliccate su “2”)

Per commentare su questo argomento clicca qui!

L'autore: Matteo Patané

Nato nel 1982 ad Acqui Terme (AL), ha vissuto a Nizza Monferrato (AT) fino ai diciotto anni, quando si è trasferito a Torino per frequentare il Politecnico. Laureato nel 2007 in Ingegneria Telematica lavora a Torino come consulente informatico. Tra i suoi hobby spiccano il ciclismo e la lettura, oltre naturalmente all'analisi politica. Il suo blog personale è Città democratica.
    Tutti gli articoli di Matteo Patané →