Analisi e Commento Sondaggio Datamonitor

Pubblicato il 3 Agosto 2012 alle 20:49 Autore: Giuseppe Martelli

Questa settimana abbiamo la possibilità di commentare un sondaggio realizzato da Datamonitor che rivela almeno due cose interessanti

Liste%
Pdl20
Lega Nord4,5
La Destra3
Grande Sud1,5
Udc5,5
Fli3,4
Pd24
Idv7
Sel6,2
Fed Sin3
Verdi1,3
Radicali1,6
Socialisti1,4
M5S14,6
Altro3
Area non voto43,8

In primo luogo la situazione dei due partiti maggiori appare, per il Pdl, meno sfavorevole rispetto alle altre rilevazioni. In realtà il valoe attribuito al partito di Berlusconi non va oltre il 20%; tuttavia le buone notizie per il Cavaliere arrivano dal campo avverso. Il Pd, infatti, secondo questo sondaggio, raggiunge il 24% ossia quasi tre punti in meno rispetto ad altri sondaggi (Emg del 31/07/12 attribuisce al Pd il 27,9).

[ad]Anche il Movimento di Beppe Grillo viene stimato da Datamonitor due punti percentuali sotto rispetto al sondaggio di Emg e non solo.

I valori degli altri partiti sono più o meno coerenti con le altre rilevazioni realizzate da altri istituti e complessivamente i dati confermano un centro-sinistra in vantaggio, un centro-destra molto debole, considerato anche il mancato rimbalzo  post-congresso della Lega che, molti aspettavano e infine un terzo polo privo di sostanza elettorale.

In questa calde estate non sono però le stime di voto ad interessare bensì l’annosa discussione sulle alleanze e sulla legge elettorale. Specialmente questo ultimo aspetto ha assunto contorni grotteschi anche in virtù del commento “tecnico” del Premier che lega la discesa dello Spread all’approvazione della legge elettorale. Viene da pensare, alcune volte, che la clava dello spread ormai può essere agitata contro qualsiasi fenomeno politico e sociale. Probabilmente, prima della fine della legislatura, qualcuno troverà anche una relazione tra spread e fenomeni meteo o paranormali. Per fortuna (o sfortuna) via via che passano i mesi risulta evidente che la prossime elezioni politiche, per noi, non sono le più importanti visto che è altrove che si decide il nostro futuro ( e non solo) ossia negli Usa nel 2012 e in Germania nel 2013.