Contributi a fondo perduto: importi, destinatari e tempi. La guida rapida

Pubblicato il 29 Marzo 2021 alle 13:18 Autore: Claudio Garau
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Contributi a fondo perduto: importi, destinatari e tempi. La guida rapida

Grazie a quanto disposto dal dl Sostegni, a seguito dell’imponente scostamento di bilancio approvato in Parlamento (ma ne è atteso un altro ad aprile), i nuovi contributi a fondo perduto sono realtà. Dal 30 marzo sarà possibile fare domanda ad hoc per avere accesso al beneficio. Come rimarcato dall’Amministrazione Finanziaria, infatti, sarà riconosciuto “un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione e di reddito agrario, titolari di partita IVA, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato”. Termine ultimo per presentare la citata domanda è il 28 maggio 2021. Vediamo più nel dettaglio.

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Contributi a fondo perduto: destinatari

Secondo le stime ufficiali, i contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni saranno assegnati a circa 3 milioni di imprese e professionisti, che nel 2020 hanno perso non meno del 30% del fatturato medio mensile rispetto all’anno precedente.

I contributi a fondo perduto potranno essere domandati ed ottenuti da coloro che esercitano attività d’impresa, arte e professione e di reddito agrario. Debbono inoltre essere titolari di partita Iva residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, che nel secondo periodo di imposta anteriore al periodo di entrata in vigore del decreto (2019) abbiano incassato un ammontare di ricavi o di compensi non al di sopra dei 10 milioni di euro. Sono dunque toccate da questi aiuti le piccole e medie imprese, mentre per le grandi imprese sono previste differenti misure ad hoc.

Attenzione però a quanto segue: il beneficio vale anche in mancanza dei requisiti di fatturato che tra poco vedremo, per coloro che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019. Ciò chiaramente a tutela di chi si è lanciato da poco in una nuova esperienza di lavoro non alle dipendenze, subendo nell’immediato gli effetti negativi della crisi da pandemia e conseguente lockdown.

Suddivisione in fasce di indennizzo: via i codici ATECO

Attenzione anche alla suddivisione in 5 fasce di indennizzo, in base alla quantità di fatturato:

  • il 60% dell’ammontare della perdita accertata, per coloro che hanno ricavi fino a 100.000 euro;
  • il 50% per quelli fra 100.000 e 400.000 euro di fatturato;
  • il 40% tra 400.000 e 1 milione di fatturato;
  • il 30% tra 1 e 5 milioni di euro di fatturato;
  • il 20% tra 5 e 10 milioni di euro di fatturato.

In particolare, con il nuovo dl Sostegni, è finalmente superata la discussa distinzione in codici Ateco, tanto che detti contributi saranno destinate alla generalità delle partite IVA che hanno patito le maggiori conseguenze della crisi economica. In buona sostanza, potranno beneficiarne anche i lavoratori autonomi ed i professionisti tagliati fuori dai contributi a fondo perduto dei mesi passati. Infatti, la distinzione in codici ATECO, per la sua stessa strutturazione, aveva escluso alcuni ambiti economici, che – nei mesi scorsi – non hanno ricevuto indennizzi nonostante fossero analogamente colpiti delle conseguenze della crisi economica correlata a pandemia e lockdown.

Quali sono le modalità di versamento del beneficio?

Dal punto di vista della concreta erogazione dei contributi a fondo perduto, è da rimarcare che le imprese potranno scegliere, alternativamente, o il bonifico nel conto corrente oppure il credito d’imposta, da usare esclusivamente in compensazione mediante modello F24.

Gli aiuti economici saranno di minimo 1000 euro per le persone fisiche e di 2000 per le persone giuridiche o p. Iva in forma d’impresa; in totale ciascuna impresa (anche artigiana) potrà incassare fino ad un massimo 150mila euro di contributi a fondo perduto.

Recentemente, il Premier Draghi ha precisato che la volontà del Governo è quella di versare gli aiuti subito e senza indugio. Anzi, i pagamenti dovrebbero avvenire a partire dal prossimo 8 aprile, tramite un’erogazione diretta da parte dell’Agenzia delle Entrate, che metterà a disposizione una piattaforma telematica ad hoc, per velocizzare le operazioni.

Come fare domanda per i contributi?

La domanda può essere fatta, anche avvalendosi di un intermediario come il Caf, tramite i canali telematici o desktop telematico dell’Agenzia delle Entrate. Altrimenti, ci si può servire della piattaforma web realizzata da Sogei, a cui si accede nell’area riservata di ‘Fatture e Corrispettivi’. In ogni caso, l’orario di apertura del canale è reso noto dall’Amministrazione finanziaria sul proprio sito istituzionale con un’apposita comunicazione.

Le nuove regole in tema di contributi a fondo perduto consentono la correzioni di errori o sviste. Infatti, tra il 30 marzo e il 28 maggio è ammesso, in ipotesi di errore, dar luogo ad una nuova istanza, al posto dell’istanza anteriormente trasmessa. L’ultima istanza trasmessa nel periodo indicato, di fatto, sostituisce tutte quelle già spedite. Attenzione però: non deve essere già stato eseguito il mandato di pagamento del contributo, oppure non deve essere già stato comunicato il riconoscimento del contributo in ipotesi credito d’imposta in compensazione.

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C’è da presumere che tutto l’iter per l’assegnazione dei contributi a fondo perduto avverrà nel modo più tempestivo possibile. La finalità è infatti non soltanto di indennizzare chi ha subito consistenti perdite, ma anche farlo in tempi finalmente rapidi. Ecco perchè dovrebbero essere superati i tipici ostacoli burocratici: in prospettiva niente montagne di documenti da presentare, essendo sufficiente un’autocertificazione che acclari le perdite di fatturato subite, durante il periodo di riferimento.

Tuttavia non mancheranno i controlli serrati dell’Agenzia, che infatti effettuerà delle verifiche e emetterà delle ricevute al soggetto che ha compilato l’istanza. In ipotesi di esito positivo, l’Agenzia delle Entrate renderà noto al destinatario dei contributi a fondo perduto, l’avvenuto mandato di pagamento del contributo o il riconoscimento come credito d’imposta nell’area ad hoc del portale “Fatture e Corrispettivi”.

Rimarchiamo che è disponibile sul web, nel sito dell’Agenzia delle Entrate, il modulo istanza a fondo perduto, da compilare per accedere agli indennizzi. Come sopra accennato, potrà essere compilato e spedito online o avvalendosi dell’assistenza un intermediario autorizzato ad accedere al cassetto fiscale del contribuente interessato.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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