Condono cartelle esattoriali ‘parziale’ nel decreto Sostegni: ecco perchè

Pubblicato il 22 Marzo 2021 alle 13:00
Aggiornato il: 23 Marzo 2021 alle 13:31
Autore: Claudio Garau
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Condono cartelle esattoriali ‘parziale’ nel decreto Sostegni: ecco perchè

Nelle ultime settimane è stato uno dei tanti argomenti ‘caldi’ e, ovviamente, ha trovato spazio nel decreto Sostegni, ufficializzato in questi giorni. Stiamo parlando, ovviamente, del condono cartelle esattoriali, ossia uno spinoso tema che ha visto confrontarsi le formazioni politiche anche con visioni piuttosto differenti. In sede di Consiglio dei Ministri ha prevalso, come era logico aspettarsi, la linea del compromesso e della mediazione: pertanto, non è passata l’ipotesi prospettata da Matteo Salvini e dalla Lega, che chiedeva uno stralcio degli atti fiscali più consistente. Vediamo dunque più da vicino quali sono le ultime novità in tema di condono cartelle esattoriali e quali sono le scelte adottate dall’Esecutivo.

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Condono cartelle esattoriali: i tratti essenziali

Il condono cartelle esattoriali è stato, come anticipato, il frutto di una trattativa che ha condotto ad un punto di incontro tra le forze di maggioranza. Lega, Forza Italia e M5s chiedevano un condono drastico, mentre PD e LeU sostenevano l’idea di una versione più ‘light’ della cancellazione. E le resistenze opposte, alla fine, hanno portato ad un risultato. Infatti, nel decreto Sostegni emergono due sostanziali paletti all’operazione condono.

In pratica, non 61 milioni di ruoli portati via ad Agenzia Entrate Riscossione – l’ex Equitalia – ma ‘soltanto’ 16. Lo stralcio vale dunque per le cartelle fiscali dal 2000 al 2010 incluso, e non al 2015 come nelle ipotesi discusse nelle scorse settimane. Ed attenzione: il condono cartelle esattoriali si applica soltanto nel caso in cui i debitori abbiano un reddito 2019 fino a 30mila euro totali.

Inoltre, il valore della cartella non deve superare i 5mila euro, e non i 10mila come nell’ipotesi circolata in precedenza.

Il citato stralcio degli atti fiscali non vale, invece, nei confronti delle multe stradali, dei pagamenti di danni erariali e dei debiti per il recupero di aiuti di Stato. Nel compromesso trovato la scorsa settimana, trova anche spazio una riforma a regime per quanto riguarda i vecchi crediti, nella finalità di cancellarli automaticamente, dalla data nella quale, trascorsi 5 anni dall’affidamento all’agente della riscossione, potranno essere ritenuti inesigibili, se non sono state intraprese procedure esecutive o non sono stati imbarcati in definizioni agevolate.

Blocco fino al 30 aprile delle nuove cartelle

Non è finita qui, perchè in relazione alle cartelle esattoriali, il decreto Sostegni prevede anche un nuovo stop fino a fine aprile, per quanto attiene alle notifiche di nuovi atti. Muta nuovamente la situazione, giacchè l’Agenzia delle Entrate, dallo scorso primo marzo, aveva ripreso l’attività di notificazione delle cartelle sospese dall’otto marzo 2020 e delle nuove cartelle di quest’anno. Ci si riferisce, ovviamente, ai debiti con il Fisco e l’Inps, gravanti su cittadini ed imprese. In buona sostanza, alcuni contribuenti si sono dunque già visti recapitare la richiesta del Fisco, invece altri invece la vedranno differita a inizio maggio o anche più avanti, perchè è praticamente scontato che lo stato di emergenza non terminerà alla fine di aprile.

E’ un compromesso che soddisfa i partiti, in vista della riforma della riscossione

Tirando le somme, vero è che la soluzione del ‘parziale’ condono cartelle esattoriali sicuramente accontenta di più i partiti a sinistra nella maggioranza di Governo, finora contrari ad un condono ‘drastico’ come quello voluto dalla Lega.

Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, è stato esplicito sul fatto del compromesso raggiunto e della linea della mediazione: “Anche noi avremmo preferito una pace fiscale più consistente, abbiamo accettato un compromesso che rappresenta un primo passo. Bisognerà andare avanti, nel prossimo decreto si farà ancora di più“. Ha poi aggiunto che “In questa fase si debba sostenere il Governo abbassando i toni, non servono le polemiche politiche fra partiti che sono ovviamente diversi”.

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Al contempo, in verità, anche il centrodestra ha motivi per essere soddisfatto dopo il condono cartelle esattoriali, giacchè quest’ultimo può ora pensare concretamente alla riforma della riscossione, tema essenziale per lo stesso Mario Draghi. Si vuole, infatti, liberare il cosiddetto “magazzino” della ex Equitalia, ormai travolto da milioni di cartelle esattoriali che, nella stragrande maggioranza dei casi, non sono più esigibili in alcun modo, perché di persone decedute o aziende fallite o perché negli anni già si è cercato già in più modi di riscuotere senza esito positivo. Anzi su questo punto il Presidente del Consiglio è stato nettissimo: “È chiaro che sulle cartelle lo Stato non ha più funzionato, uno Stato che ha permesso l’accumulo di milioni e milioni di cartelle che non si possono esigere: bisogna cambiare qualcosa“.

Concludendo sul tema del condono cartelle esattoriali, il leader della Lega Matteo Salvini si dice ottimista sulla riforma del Fisco, che anzi vede ormai imminente: “L’obiettivo condiviso Draghi-Salvini è mettere ordine nella giungla delle cartelle esattoriali. L’accordo è che entro aprile, quello del 2021, arrivi una revisione del sistema generale delle riscossioni. Con l’azzeramento di decine di milioni di cartelle“.  Nel decreto Sostegni, trova spazio anche una sorta di dichiarazione di intenti, giacchè “Per la prima volta, nel decreto ci sono tre righe che impegnano a una riforma generale di quello che possiamo chiamare il sistema Equitalia: basta con i multati a vita“, ha poi concluso Matteo Salvini. Staremo a vedere se le prossime scelte dell’Esecutivo davvero contribuiranno a rivoluzionare il sistema fisco in Italia.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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