Governo Draghi: il Movimento 5 Stelle si spacca sulla fiducia. Cosa succederà?

Pubblicato il 19 Febbraio 2021 alle 15:30 Autore: Guglielmo Sano
Governo Draghi: il Movimento 5 Stelle si spacca sulla fiducia. Cosa succederà?

Governo Draghi: il Movimento 5 Stelle si spacca sulla fiducia. Cosa succederà?

Alla fine, anche se in modo meno netto di quanto ci si poteva aspettare qualche tempo fa, il Movimento 5 Stelle si è spaccato sulla fiducia al Governo Draghi. Cosa succederà alla compagine pentastellata?

Governo Draghi: il Movimento si spacca sulla fiducia

Sulla fiducia al Governo Draghi ci si aspettava una netta spaccatura interna al Movimento 5 Stelle. Alla fine, la frattura effettivamente c’è stata ma non è stato così profonda come ci si poteva aspettare al momento della nomina a Presidente del Consiglio dell’economista romano da parte del Presidente della Repubblica.

Sono in tutto una trentina i parlamentari che hanno votato contro la fiducia al nuovo esecutivo (di cui il Movimento farà pienamente parte): 15 senatori e 16 deputati. Considerando anche i quattro deputati pentastellati che si sono astenuti e i 5 stelle assenti alla votazione per motivi vari si può stimare un contingente di “dissidenti” intorno ai 50 parlamentari (su un totale di circa 280 considerando chi è stato già espulso e chi sta maturando il passaggio al Misto).

Di Battista è il leader dei dissidenti?

Sicuramente il volto noto, o comunque il più noto, della protesta dei 5 stelle contro il Governo Draghi è quello di Alessandro Di Battista. Quest’ultimo si è addirittura tirato fuori dall’esperienza del Movimento (in cui d’altra parte non ricopriva alcun ruolo ufficiale e ancora meno dirigenziale ma solo “carismatico” per così dire) una volta compreso che i 5 stelle stavano trattando in visto della formazione del nuovo esecutivo.

Detto ciò, ci sono anche altri esponenti di spicco del Movimento nella fronda anti-Draghi: Barbara Lezzi per esempio, che è stata anche ministro nel Conte 1, o Nicola Morra. Dunque, almeno per il momento, ma sembra improbabile anche in futuro, che i dissidenti si coalizzino intorno a una “personalità” (più plausibile che si compattino in dei gruppi parlamentari): inoltre, non si può dire neanche che per loro sia del tutto chiusa la porta del Movimento (anche se i senatori che hanno votato contro sono stati di fatto già espulsi). Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, non pochi avrebbero chiesto di essere reintegrati dopo l’ammutinamento.

Segui Termometro Politico su Google News

Hai suggerimenti o correzioni da proporre?
Scrivici a
[email protected]

Per commentare su questo argomento clicca qui!

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
Tutti gli articoli di Guglielmo Sano →