Pensioni ultime notizie: post-Quota 100 con flessibilità differenziata?

Pubblicato il 11 Febbraio 2021 alle 09:29 Autore: Daniele Sforza
Pensioni ultime notizie dopo Quota 100

Pensioni ultime notizie: post-Quota 100 con flessibilità differenziata?

Pensioni ultime notizie: il post-Quota 100 tiene ancora banco e lo farà nelle prossime settimane e mesi. Con l’esecutivo Draghi non si scherza più, o almeno è questa l’impressione che fuoriesce dal flusso mediatico (e non solo). Con l’arrivo di Mario Draghi al futuro governo sembra che non si scherzi più e tutte le ipotesi finora messe in campo e attuabili con il governo Conte II, sembrano ormai essere tramontate del tutto. In verità quello che ci aspetta dal 1° gennaio 2022 potrebbe essere una flessibilità differenziata, come richiesto dai sindacati, ovvero che tenga conto delle precise differenze tra i lavori.

Pensioni ultime notizie: flessibilità differenziata, cos’è

Com’è noto, per gestire i 209 miliardi del Recovery Plan, l’Italia dovrà illustrare all’Europa il piano di riforme che intende attuare. Ovviamente, vedere una nuova Quota 100 in questo piano è praticamente utopia. Lo era prima, con il governo Conte, lo è ancora di più adesso, con quello (possibile) Draghi. Anche perché Bruxelles ci ha spesso avvisato della necessità di ridurre la spesa pensionistica. E ora che ci sono tutti quei soldi in palio, la strada sembra segnata. Tra le ipotesi in corso si è parlato anche di una Quota 102, che possa evitare almeno lo scalone di cinque anni che si verrebbe a creare nell’eventualità in cui dopo Quota 100 non ci fosse nulla.

Per il resto si parla sempre più insistentemente di flessibilità differenziata. Ovvero della possibilità di introdurre via d’uscita per alcune categorie di lavoratori, tenendo conto che non tutti i lavori sono uguali. È dunque possibile rivedere l’elenco di lavori gravosi e usuranti, ampliandone la platea totale dei beneficiari e potenziando strumenti già esistenti come l’Ape Sociale. O comunque garantendo a questi lavoratori qualche sconto sugli anni contributivi o anagrafici. A ogni modo il ritorno alla Legge Fornero com’era qualche anno fa sembra difficile, anche perché andrà limato uno dei suoi più grandi difetti: quello, per l’appunto, di trattare tutti i lavoratori in maniera uguale e indifferenziata. Questo, almeno, è il punto di vista del segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri.

Divieto di licenziamento verso proroga?

Nell’incontro con Draghi, i sindacati hanno anche chiesto con forza il prolungamento del divieto ai licenziamenti, al fine di salvaguardare i lavoratori, visto che il momento critico (sia pandemico, sia economico) è ancora lontano dall’essere passato.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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