Rimborso cashback gratis: 4 trucchi che evidenziano falle nel sistema

Pubblicato il 5 Febbraio 2021 alle 13:37 Autore: Claudio Garau
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Rimborso cashback gratis: 4 trucchi che evidenziano falle nel sistema

Ormai in molti conoscono il meccanismo del rimborso cashback, ossia quella novità introdotta lo scorso dicembre dal Governo Conte bis, per incentivare i consumi e favorire i pagamenti compiuti con carta di credito, bancomat e altri sistemi elettronici, presso ‘negozi fisici’. Per questa via, si ha diritto ad un rimborso del 10% per ciascuna spesa, fino a 150 euro a semestre e 300 all’anno. Devono però essere compiute almeno 50 transazioni ogni 6 mesi. La novità sperimentata in occasione del periodo natalizio, è stata poi mantenuta ed è tuttora attiva come ‘cashback di Stato’.

Il punto però è che sarebbero stati individuati dei trucchi o delle falle del sistema, per intascare il beneficio gratuitamente, senza aver regolarmente effettuato l’acquisto. Vediamo più nel dettaglio.

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Fonti giornalistiche riportano anzitutto che rispetto a quanto promesso ai cittadini, i soldi sui rimborsi potrebbero non bastare. Anzi, c’è chi sostiene che invece dei 150 euro promessi, potrebbero arrivarne soltanto 43, cioè circa un terzo del totale.

Ma soprattutto il meccanismo del rimborso cashback presenterebbe un’enorme falla, tanto da poterlo intascare senza di fatto spendere nulla. Come fatto notare dalla nota trasmissione televisiva Striscia la Notizia, è sufficiente comprare un qualsiasi prodotto nei negozi che consentono di ridare la merce indietro dopo l’acquisto, riottenendo i soldi – il cosiddetto meccanismo del ‘reso’. Com’è stato fatto notare dal servizio in tv, a seguito della restituzione con una qualsiasi scusa, il rimborso cashback opera comunque. In buona sostanza è presente un bug, un difetto tecnico del sistema elettronico del rimborso cashback, che non consente allo stesso sistema di individuare la restituzione della merce. La falla si è presentata in diverse occasioni, dagli acquisti nei grandi magazzini, a quelli nei negozi di abbigliamento.

Un altro metodo che permette di avere il rimborso cashback in via gratuita, è rappresentato dalla ricarica della propria Postepay, tramite carta di credito o bancomat. Anche in queste circostanze, nessuna spesa effettiva, bensì un mero spostamento di denaro da una carta all’altra.  In buona sostanza, anche solo spostare soldi sarebbe sufficiente ad incassare un guadagno ingiustificato, appunto quello del rimborso cashback.

Ma non è finita qui: esistono un paio di altri trucchi che, se utilizzati da molte persone, finiranno per vanificare la funzione e l’utilità del rimborso cashback. Infatti, è sufficiente acquistare una carta prepagata usa e getta, circuito Visa o Mastercard, e registrarla sull’app Io. Acquistandola, l’interessato avrà automaticamente diritto al rimborso del 10% del valore della carta stessa. Di seguito, potrà incassare un ulteriore cashback sugli acquisti fatti con la carta in oggetto.

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Vi è altresì la possibilità di sfruttare comunque il meccanismo del cashback, anche in ipotesi di acquisti online che, sulla carta, non varrebbero ai fini del rimborso. Infatti, basta acquistare dei buoni per gli acquisti nei marketplace del web, per ottenere la restituzione pari al 10% del prezzo del buono.

Concludendo, si tratta di certo di ‘trucchetti’ che sfruttano un sistema evidentemente non strutturato alla perfezione. Il rischio insomma è quello di tradire le aspettative e gli obiettivi originari, legati al rimborso cashback, tra cui quello del maggior contrasto all’evasione fiscale.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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