Pensioni ultime notizie: come funzionano i prepensionamenti

Pubblicato il 1 Febbraio 2021 alle 07:30 Autore: Daniele Sforza
pensioni ultime notizie prepensionamento

Pensioni ultime notizie: come funzionano i prepensionamenti

Pensioni ultime notizie: andare in pensione è il sogno e il desiderio di molti lavoratori avanti con l’età. Soprattutto andarci con il minor numero di penalizzazioni possibile, anche qualora si dovesse scegliere l’anticipata. Con l’introduzione della Legge Fornero, però, i requisiti sono diventati molto stringenti, anche se per il momento è bloccato l’ancoraggio all’aspettativa di vita. A ogni modo, per la pensione di vecchiaia ordinaria servono almeno 67 anni di età e 20 anni di contributi. Per la pensione anticipata ordinaria, invece, occorre aver maturato 42 anni e 10 mesi di contributi (per gli uomini) o 41 anni e 10 mesi di contributi (per le donne). Al raggiungimento di questo requisito, però, bisogna attendere una finestra di 3 mesi che allontana per un trimestre la percezione dell’assegno.  

Pensioni ultime notizie: le forme di prepensionamento in azienda

Accanto a queste forme di pensionamento ordinario ci sono altre possibilità di uscita da sfruttare, in presenza dei requisiti richiesti. Tra questi spunta senz’altro la pensione in azienda. Oltre alle misure di anticipata in scadenza (Opzione Donna, Ape Social e Quota 100), infatti, chi lavora in un’azienda privata può decidere di andare in pensione in anticipo sfruttando un apposito scivolo. Esistono tre tipologie di pensionamento “in azienda”:

  • Contratto di espansione;
  • Assegno straordinario fondi bilaterali;
  • Isopensione.

Per il contratto di espansione, vi rimandiamo a questo link. Negli ultimi due casi, invece, che peraltro funzionano da circa un decennio, è necessario l’accordo del lavoratore e dell’azienda, che concorda le uscite anticipate con le rappresentanze sindacali aziendali. La risoluzione del rapporto di lavoro è pertanto consensuale.

Isopensione e fondi bilaterali: differenze e requisiti

L’isopensione è rivolta a lavoratori che operano in aziende private che vantano un personale con più di 15 dipendenti. Per accedere a questo pensionamento, occorre che manchino almeno 7 anni alla pensione di vecchiaia o anticipata. Più breve il lasso di tempo per ricevere l’assegno straordinario dei fondi bilaterali: in questo caso, infatti, occorre attendere che si arrivi a 5 anni dall’agognata pensione. Inoltre i fondi bilaterali hanno una copertura limitata e settoriale: aziende di credito, agenzie di assicurazione, settore ferroviario, settore chimico-farmaceutico e Poste Italiane. In questo caso non c’è bisogno di assumere nuovo personale, ma l’azienda dovrà farsi carico di versare la contribuzione piena e un assegno spalmato su 13 mensilità, fino al raggiungimento della pensione.

Infine, a differenza dell’isopensione, il lavoratore non potrà lavorare per aziende dello stesso settore, altrimenti potrebbe decadere dall’assegno. Se invece lavorerà in un altro comparto che non risulta in competizione con l’azienda originaria, l’assegno subirà solo una riduzione. A ogni modo è necessario leggere il singolo Statuto che regolamenta la questione. Nell’isopensione, invece, il lavoratore pensionando potrà continuare a lavorare senza alcun problema.

Segui Termometro Politico su Google News

Hai suggerimenti o correzioni da proporre?
Scrivici a
[email protected]

L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
Tutti gli articoli di Daniele Sforza →