Proroga smart working dipendenti statali: ecco di quanto è stato prorogato

Pubblicato il 29 Gennaio 2021 alle 11:52 Autore: Claudio Garau
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Proroga smart working dipendenti statali: ecco di quanto è stato prorogato

Novità in arrivo in ambito smart working, almeno per quanto riguarda il pubblico impiego. Infatti, con un provvedimento ad hoc del ministero della Funzione pubblica, è stata disposta la proroga smart working per i lavoratori statali, fino al 30 aprile 2021, ossia la data che sancisce il termine dello stato di emergenza. In prospettiva, anche la possibilità che lo smart working sia previsto a regime, almeno per alcune tipologie di attività. Vediamo più nel dettaglio.

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Quanto appena segnalato, è di indubbio rilievo. Infatti, fino a fine aprile, in virtù della proroga del telelavoro, non sarà necessario un accordo tra l’ente pubblico e il lavoratore statale per decidere la modalità del lavoro a domicilio.

In buona sostanza, i dirigenti dei vari uffici saranno tenuti a proseguire la gestione delle attività della Pubblica Amministrazione, garantendo che lo smart working coinvolga almeno il 50% del personale utilizzato per mansioni che non necessitano la presenza fisica in ufficio.

E’ chiaro che la proroga smart working viene incontro anche alle esigenze di molti cittadini che, attraverso i servizi online forniti dai dipendenti statali, possono legittimamente auspicare di impiegare meno tempo in pratiche e burocrazia.

In sintesi, l’allungamento dello smart working mira ad una doppia finalità:

  • far coerentemente coincidere la fine dello smart working per i dipendenti statali, con la fine dello stato di emergenza (30 aprile);
  • valutare ulteriormente il ricorso allo smart working negli enti pubblici, per capire se davvero detta modalità di lavoro possa trovare spazio anche in futuro, al di fuori della pandemia.

Va rimarcato altresì che lo smart working ha consentito allo Stato di risparmiare denaro in questi mesi di emergenza sanitaria, giacchè sono moltissimi i dipendenti della Pubblica Amministrazione per cui è stato previsto, come anche per i privati, il cd. lavoro agile.

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Anzi, secondo alcune stime, lo smart working avrebbe fatto risparmiare più di 50 milioni di euro allo Stato, in ragione del fatto che svariati servizi per i dipendenti pubblici non sussistono se questi ultimi svolgono le mansioni contrattuali nella propria abitazione (ad es. buoni pasto non goduti e ore di straordinario non svolte).

Concludendo, tutto lascia pensare che lo smart working, almeno in alcuni contesti della PA, non rimarrà un’esperienza fine a se stessa, avutasi per tutelare il preminente diritto alla salute in tempi di pandemia. Le prospettive sono infatti quelle di spingere molto sul Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA), su cui crede fermamente la ministra per la PA, Fabiana Dadone.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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