Reddito di cittadinanza: data pagamento gennaio 2021. Ultime news

Pubblicato il 27 Gennaio 2021 alle 11:55 Autore: Redazione
Reddito di cittadinanza: data pagamento gennaio 2021. Ultime news

Reddito di cittadinanza: data pagamento gennaio 2021. Ultime news

Nelle prossime ore ed entro la fine del mese prenderà il via il pagamento del Reddito di cittadinanza del 2021. Per comprendere chi riceverà quest’anno l’Rdc, è necessario distinguere due tipologie di richiedenti: la prima riguarda coloro che hanno presentato domanda prima di gennaio e che riceveranno il sostegno a partire dalla data corrente, 27 gennaio 2021; l’altra parte interessa chi ha inviato la domanda per la prima volta, entro la fine del mese di gennaio 2021: le direttive sul pagamento vengono inviate dal 15 febbraio 2021 a Poste, che si prenderà carico della distribuzione, all’interno della carta card, della somma relativa all’Rdc.

Reddito di cittadinanza: le ultime news

Sempre nel mese di gennaio, per circa il 30 % di cittadini che percepiscono l’Rdc (coloro che quindi hanno ricevuto il beneficio da luglio 2019) termineranno i 18 mesi di sussidi previsti dalla Legge.

Infatti, secondo il comma 6, articolo 3, del decreto 4/2019 il reddito di cittadinanza viene erogato per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi; questo può essere rinnovato previa sospensione dell’erogazione del medesimo per un periodo di un mese prima di ciascun rinnovo.

Al fine di percepire il Rdc per altre 18 mensilità, è necessario quindi presentare a febbraio una nuova richiesta. I passi da compiere sono i medesimi della prima domanda, come di seguito riportati:

  1. tramite il portale ufficiale dedicato al Reddito di cittadinanza.
  2. Attraverso il CAF.
  3. Tramite Poste Italiane,
  4. Attraverso il portale dell’Istituto INPS.

Per la rielaborazione sarà inoltre necessario, compilare il modulo SR180 e presentare la nuova dichiarazione ISEE, con scadenza 31 dicembre 2021.

È importante verificare se i parametri e la disposizione del nucleo familiare rientrino fra quelli previsti ed in particolare:

  • ISEE inferiore a 9.360 euro annui.
  • Patrimonio immobiliare inferiore a 30mila euro;
  • Patrimonio finanziario minore di 60mila euro;
  • Un reddito familiare minore di 6mila euro e che dovrà essere moltiplicato per la scala di equivalenza. La soglia è considerata entro i 9.360 euro, quando il nucleo familiare abita all’interno di un’abitazione in affitto.

Se i beneficiari sono in possesso di tali requisiti riceveranno lo stesso importo; tuttavia, la somma che non viene prelevata e non spesa, verrà sottratta dalla mensilità percepita nel mese successivo entro la soglia del 20%.

Rdc non basta: la crisi economica corre più veloce

Il beneficio economico è stato un attore fondamentale al fine di contrastare la difficile situazione economica causata dalla pandemia da coronavirus. Tuttavia, non è più essere considerato l’unica misura da prendere ed è per questo che ad affiancare il Reddito di cittadinanza è dovuto intervenire il Reddito di Emergenza, un compenso aggiuntivo da cui hanno attinto circa mezzo milioni di nuclei familiari.

Ciononostante, all’interno del Decreto Ristori sembra non essere più prevista un’altra rata Rem mentre il Rdc, che continua ad andare avanti ed avere adesioni ogni giorno, risultare essere insufficiente per contrastare l’indice delle nuove povertà: l’epidemia ha colpito molte imprese e privati che hanno bisogno di un consistente aiuto economico.

Per di più, l’aggiornamento all’ISEE 2021, al fine di accedere al Rdc 2021, raffigura la fotografia della situazione economica dei nuclei familiari in merito al 2019, quando ancora non era prevedibile lo scenario di una pandemia globale.

Tale osservazione è sostenuta anche dal Presidente Nazionale dell’ACLI e portavoce dell’Alleanza contro le povertà in Italia, Roberto Rossini che, durante un’intervista rilasciata al Sole24Ore, ha sottolineato l’importanza di rivedere alcuni passi legati all’Rdc affinché possa essere un sussidio alla portata di più richiedenti.

Una prima modalità che andrebbe revisionata riguarderebbe l’attuale scala di equivalenza, utilizzata per il sostegno, con la scala dell’ISEE.

Aumentare la soglia all’accesso da un ISEE di 9.360 a 15.000 consentirebbe un notevole aiuto per quelle famiglie che rientrano in condizioni di povertà, in merito alla recente crisi economica; da qui sarebbe consequenziale l’aumento della soglia del patrimonio mobiliare e la definitiva cancellazione del requisito inerente a quello immobiliare.

Valeria La Duca

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