Nuova rottamazione cartelle esattoriali per salvare famiglie ed imprese

Pubblicato il 13 Gennaio 2021 alle 12:55 Autore: Claudio Garau

Nuova rottamazione cartelle esattoriali per salvare famiglie ed imprese

La situazione è ben nota ormai a tutti: tra debiti pregressi, debiti causa pandemia e riduzione drastica del fatturato e dei guadagni, milioni di italiani si trovano in difficoltà con i pagamenti nei confronti del Fisco. In questi giorni, ci sono 50 milioni di atti della riscossione destinati ai contribuenti sparsi qua e là per la penisola: tra cartelle esattoriali, avvisi di accertamento e atti come ipoteche, fermi amministrativi e pignoramenti, ci si trova di fronte ad una vera e propria ‘giungla’ fiscale, in cui è difficile vedere una via d’uscita.

Ecco perchè, proprio in questo periodo, si parla di una nuova rottamazione cartelle esattoriali. Vediamo più da vicino.

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Cartelle esattoriali, nuova rottamazione e crediti inesigibili

Il nodo è indubbiamente delicato: siamo di fronte ad una situazione di stallo, in cui si sa che l’Agenzia delle Entrate ha già predisposto le cartelle e agli altri atti di cui sopra da svariate settimane e, ora, cessato il congelamento delle spedizioni per l’emergenza Covid – l’ultimo giorno di stop è stato il 31 dicembre 2020 – ci si trova innanzi alla mancata proroga per il 2021.

E’ stato proprio la figura di vertice dell’Agenzia dell’Entrate, ovvero il direttore dell’intera struttura Ernesto Maria Ruffini, a proporre una sorta di escamotage dell’ultima ora, vale a dire la cancellazione dei crediti ormai inesigibili. L’idea è sembrata avere il riscontro positivo proprio del Ministero Economia e Finanze.

Aprendo una breve parentesi, e per capire meglio il perchè della nuova rottamazione cartelle esattoriali, dobbiamo ricordare che cosa si intende per credito inesigibile. Esso, nel gergo finanziario, si riferisce a quel credito che, con tutta probabilità, non potrà essere pagato dal debitore, in questo caso il contribuente cui arriveranno le cartelle esattoriali.

In base alla legge n. 134 del 2012, un credito è tale laddove lo stesso sia scaduto da almeno 6 mesi e sia di scarso importo. In queste circostanze, si parla di varie somme limite:

  • euro 2.500 per le imprese con un fatturato fino a 150 milioni di euro all’anno;
  • euro 5.000 per quelle che fatturano una cifra più alta.

Ma non solo: in linea generale, vero è che oggi la prassi fiscale parla anche di inesigibilità di un credito laddove il creditore possa dare prova circostanziata del fatto che il debito non potrà essere saldato. Pensiamo ai casi attività di recupero credito con esito negativo oppure di oggettivo e acclarato stato di insolvenza del debitore.

Ed è chiaro che di inesigibilità del credito si parla anche e soprattuto con riferimento alla grande mole di cartelle esattoriali, il cui peso economico difficilmente molti contribuenti riuscirebbero a fronteggiare.

Cartelle esattoriali: un decreto legge per rottamarle?

Sulla scorta di quanto proposto dall’Amministrazione finanziaria, ecco dunque il progetto, che eviterebbe l’impatto delle cartelle esattoriali su milioni di lavoratori, famiglie ed aziende, ko per la crisi economica aggravata dalla pandemia e dal conseguente lockdown. Si tratterebbe di emanare un decreto legge, da parte del Governo. L’obbiettivo è chiaro: eliminare con esso questo numero impressionante di cartelle esattoriali, andando verso una nuova rottamazione, la quater. Una nuova pace fiscale.

Insomma, si tratterebbe di ragionare in termini pratici, cancellando obblighi di natura fiscale che, per cause di ‘forza maggiore’, non potrebbero più essere rispettati da milioni di contribuenti.

Il viceministro dell’Economia Laura Castelli ha ricordato, proprio in questi giorni che: “Abbiamo una mole di cartelle già emesse che non vengono pagate da molti anni e che non si riscuoteranno mai perché appartengono a persone decedute, ad aziende fallite. E, poi, ci sono gli anni che vanno dal 2016 al 2020 dove ci sono cartelle già arrivate e bisogna dare la possibilità alle persone di fare una nuova rottamazione, perché queste persone durante la crisi hanno aggiunto difficoltà a difficoltà“.

Parafrasando quanto appena riportato, inutile tenere in piedi le cartelle esattoriali, se l’Erario sa che i soldi non verranno mai recuperati.

E, oltre alle ragioni economiche, vi sono quelle sanitarie: infatti, emettere un un numero spropositato di cartelle esattoriali, comporterebbe file di persone alle poste per ritirarle e dunque pericolosi assembramenti. Il viceministro ha, peraltro, parlato anche di “bisogno di un’operazione di saldo e stralcio per ridurre il più possibile queste emissioni” di cartelle esattoriali.

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Quali debiti verso il Fisco sarebbero coinvolti?

Le cartelle esattoriali da rottamare riguarderebbero i debiti tributari sussistenti fino al 2020: si ipotizza che i debiti più recenti siano al massimo rimandati o sia previsto uno sconto su sanzioni ed interessi.

Lo stesso direttore dell’Agenzia delle Entrate ha chiaramente fatto notare che le cartelle esattoriali più vecchie hanno a cha fare con crediti, ormai, in larghissima parte inesigibili e non più recuperabili. Secondo il capo dell’Amministrazione finanziaria, preferibile è occuparsi con ancor più dedizione del contrasto all’evasione fiscale.

Concludendo, si preannuncia dunque una nuova rottamazione cartelle esattoriali, una nuova pace fiscale che – denominata ‘rottamazione quater‘ –  potrebbe essere inclusa nel nuovo Decreto Ristori che il Governo varerà a breve, per apportare ulteriori misure di sostegno economico a famiglie ed imprese.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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