Frasi reato diffamazione sui social: quali vanno evitate?

Pubblicato il 12 Gennaio 2021 alle 12:04 Autore: Claudio Garau

Frasi reato diffamazione sui social: quali vanno evitate? 

Attenzione a ciò che si dice sui social network, specialmente quelli ad elevatissima diffusione come Facebook. Perchè si rischia di finire nel penale, per i commenti ‘poco edificanti’ nei confronti di qualcuno. C’è chi alla tastiera e davanti allo schermo si sente al sicuro e al riparo, in grado insomma di scrivere proprio ciò che vuole, anche frasi o epiteti offensivi. Ma occorre stare attenti, perchè l’accusa può essere quella di diffamazione aggravata. Vediamo più nel dettaglio e cerchiamo dunque di capire quali sono le frasi reato diffamazione, che bisogna assolutamente evitare di utilizzare.

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Frasi reato diffamazione: internet integra l’aggravante

Forse non tutti lo sanno, ma le frasi reato diffamazione, su internet, conducono alla responsabilità per diffamazione aggravata. Perchè proprio aggravata e non la diffamazione ‘semplice’? Ebbene, oggigiorno l’utilizzo di internet rappresenta un mezzo di pubblicità così utilizzato e diffuso, da riuscire ad arrecare un danno grave ed immediato alla vittima delle frasi reato diffamazione. Basti pensare che tutto ciò che viaggia nella rete, lo fa in tempo reale e un certo commento offensivo ha la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone in pochi secondi. Ecco perchè, in questi casi, è in gioco la versione aggravata della diffamazione.

D’altronde, proprio i social network consentono a milioni di persone di comunicare in tempo reale.. ed anche di far circolare sulle pagine web frasi reato diffamazione, scritte qualche secondo prima.

La sanzione prevista non è esigua, giacchè si rischia la reclusione da sei mesi a tre anni o la multa non inferiore a 516 euro. Inoltre, laddove il reato di diffamazione sia commesso con strumenti di comunicazione di massa – su qualche social network, su un blog, o anche in un ‘gruppo chiuso’ che però può far circolare le frasi offensive anche al di fuori di esso – non ha alcuna rilevanza da un punto di vista giuridico che il soggetto sia o meno online al momento del compimento del fatto. Analogamente, non rileva che egli abbia o meno contezza dello stesso, bastando la oggettiva pubblicazione del contenuto lesivo sulla piattaforma digitale per la configurabilità del reato in questione.

Frasi reato diffamazione: se l’insulto è generico non c’è responsabilità

E’ stata la giurisprudenza, in primis quella della Corte di Cassazione, a fare chiarezza sulle frasi reato diffamazione da cui è meglio stare alla larga. Ed ovviamente ciò è avvenuto perchè chiamata a giudicare le non poche controversie degli ultimi anni, che hanno a che fare con un uso ‘disinvolto’ della rete e della propria tastiera.

Facciamo chiarezza e ricordiamo subito che non sempre l’insulto integra la diffamazione, neanche sul web. Se su internet, viene utilizzata un’espressione dispregiativa generica, come ad es. ‘cretino’ rivolto a qualcuno, per la Cassazione non si può comunque parlare di frasi reato diffamazione, se la valenza da darsi al termine, nello specifico contesto in cui è utilizzato, è quella di ‘ingenuo’ o ‘sprovveduto’. Si rientra insomma nell’esercizio del diritto di critica, pacificamente riconosciuto anche sul web. Lo stesso dicasi per le parole ‘dovrebbe vergognarsi’, scritte sul web contro qualcuno: non c’è offesa in detta espressione, ma piuttosto un moderato disprezzo.

Le indicazioni della Cassazione per non rischiare

Attenzione: secondo la giurisprudenza, sul web non bisogna dire ‘moroso’ a qualcuno perchè altrimenti si tratterebbe di frasi reato diffamazione aggravata: secondo i giudici, definire una persona così, integra la diffamazione aggravata, se lo si fa al di fuori del contesto tipico dell’assemblea di condominio. Insomma, ricadere in una possibile condanna è meno difficile di quanto sembri, e bisogna moderare l’uso delle parole.

Ragionamento analogo nel caso le frasi reato diffamazione includano il termine ‘pregiudicato’: se la finalità è quella di bollarlo – innanzi alla comunità del web – come persona che va contro la legge, ci sono gli estremi per le sanzioni di cui sopra. Ma se il termine è utilizzato con riferimento ad un processo penale e ad una sentenza specifici, in cui l’interessato è direttamente coinvolto, non sussiste alcuna responsabilità penale, perchè non si tratta di un giudizio soggettivo, bensì di un commento su fatti certi.

Frasi reato diffamazione su internet sono anche quelle di chi, riferendosi a un soggetto coinvolto in un’indagine penale, lo definisce ‘imputato’ anziché indagato’. Bisogna sempre distinguere: l’imputato è colui che è stato già rinviato a giudizio, invece verso l’indagato si stanno soltanto facendo degli accertamenti che possono portare o meno al rinvio a giudizio. Per la Corte di Cassazione, non c’è nessuna scusa nell’usare un termine al posto di un altro per un errore di battitura, una svista o una scarsa competenza in materia giuridica, specialmente se si tratta di articoli giornalistici online.

E scrivere sui social network che la ex moglie è una ‘mantenuta’ o che ‘si è sposata per avere più soldi’ porta alla condanna per frasi reato diffamazione, essendo un’offesa immediatamente percepibile da un numero indefinito di persone.

La Cassazione ha anche avuto modo di rimarcare che dire a qualcuno che è ‘esaurito’, integrerebbe gli estremi della diffamazione aggravata via web: un termine che spesso è usato nel linguaggio quotidiano ed anche con una connotazione non offensiva, ma scherzosa.. che però su internet può costare caro.

Offese a qualcuno in rapporto al lavoro che svolge

Le frasi reato diffamazione sono assai diffuse, anche perchè c’è chi – non di rado – insulta qualcuno in relazione alla professione che svolge: insultare una professoressa per la sua ‘incapacità’ di insegnare o per il suo modo di comportarsi, o dare del ‘lecchino’ ad un collega di lavoro integra il reato in oggetto, ma dare del ‘pinocchio’ all’amministratore di condominio non porta alla condanna, essendo – per la Cassazione – normale esercizio del diritto di critica.

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Il diffuso termine offensivo ‘buffone’ non porta al reato di diffamazione aggravata via web, se esso è rivolto ad un politico: si tratta infatti di un esempio dell’esercizio del diritto di critica politica. Attenzione però: se nei social network Tizio definisce Caio con questo termine, è invece esposto alla responsabilità penale, potendosi parlare di frasi reato diffamazione, in assenza di critica politica.

Concludendo, è diffamazione aggravata anche riportare e diffondere le frasi reato diffamazione scritte da altri. Per la Cassazione, chi fa circolare sul web una frase ingiuriosa scritta da un soggetto a danni di un altro compie anch’esso diffamazione: la sua responsabilità è evidente se si pensa che sul web è facilissimo contribuire ad una capillare diffusione di un contenuto scritto da altri.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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