Bonifico domiciliato Inps: come si incassa e perchè

Pubblicato il 7 Gennaio 2021 alle 14:42 Autore: Claudio Garau
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Bonifico domiciliato Inps: come si incassa e perchè

Forse non tutti hanno già sentito parlare del cosiddetto bonifico domiciliato: esso rileva laddove un privato abbia recentemente avuto a che fare con l’Inps o con qualche ente privato che è debitore di una certa una somma di denaro. Infatti, il bonifico domiciliato permette di riscuotere il debito in questione, che viene saldato all’unica condizione di segnalare un conto corrente postale in cui far bonificare la somma dovuta. Vediamo allora più nel dettaglio come funziona e perchè rileva in modo particolare nei rapporti di lavoro.

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Bonifico domiciliato: di che si tratta

Il bonifico domiciliato consiste in un servizio offerto da Poste Italiane S.p.A. ed è uno strumento che proprio come il bonifico postale o il vaglia postale permette di compiere un trasferimento di denaro da un debitore ad un creditore che non deve essere per forza titolare di un c/c postale. In particolare, il bonifico domiciliato da parte dell’Inps può essere dunque ottenuto – come detto – alla sola condizione di indicare un conto corrente postale entro cui far confluire il versamento. L’accredito sarà potrà aversi sia online sia presso un ufficio postale, e di seguito il denaro potrà essere prelevato in uno qualsiasi degli uffici della Posta.

Una volta compiuto il bonifico domiciliato Inps, presso la residenza del creditore arriverà un avviso di bonifico avvenuto con una lettera che dovrà obbligatoriamente essere conservata. La somma del bonifico domiciliato non deve però oltrepassare i 6.000 €.

Per quanto riguarda l’operazione di materiale riscossione del denaro, il destinatario della somma di cui al bonifico domiciliato dovrà, come detto, recarsi personalmente – o in casi eccezionali delegando qualcuno – presso un qualsiasi ufficio postale avendo con sé la lettera suddetta, un documento d’identità valido e il codice fiscale. In questo modo, sarà possibile incassare subito quanto dovuto.

Tempistiche e ipotesi pratiche di bonifico

A questo punto, ci si potrà domandare delle tempistiche di riscossione del bonifico domiciliato e dei casi in cui esso viene utilizzato. Vediamo di rispondere.

Per quanto riguarda i tempi di riscossione di un bonifico domiciliato, essi sono prefissati, e la scadenza entro cui la somma di denaro accreditata può essere riscossa è nitidamente indicata nella lettera che il destinatario riceverà alla sua residenza. Ma attenzione: se entro il termine previsto la somma di cui al bonifico domiciliato non è di fatto prelevata, i soldi saranno ri-accreditati al mittente. Pertanto, per avere la somma dovuta, il ricevente del bonifico sarà costretto a contattare di nuovo il mittente-debitore per domandargli di fare un secondo bonifico.

Svariate le tipologie di pagamento per le quali può essere utilizzato il bonifico domiciliato:

  • prestazioni Inps come la Naspi;
  • stipendi;
  • retribuzioni di prestazioni temporanee;
  • cassa integrazione;
  • pensioni;
  • rimborsi per conguagli (bollette telefoniche, energetiche o utenze generali)
  • indennità di malattia.

Come si vede, il ventaglio è davvero ampio e numerosi soggetti sia pubblici che privati, come ad esempio Inps o aziende, possono optare per il meccanismo del bonifico domiciliato.

Qual è la differenza rispetto al normale accredito sul c/c? Il caso dei rapporti di lavoro

Attenzione a non confondere mai un bonifico domiciliato con un tradizionale accredito sul c/c: infatti, ben sappiamo che per trasferire del denaro e saldare un debito, è possibile di usare diversi strumenti, tra cui il notissimo accredito sul conto corrente tramite bonifico bancario. Ebbene, a differenza del bonifico domiciliato che abbiamo visto sopra, per spostare una somma di denaro il mittente – in questi casi – dovrà soltanto indicare le coordinate del conto corrente bancario – ossia codice IBAN e nominativo – del destinatario della somma ovvero il creditore, che deve però per forza essere intestatario del conto in questione. Invece, in caso di bonifico domiciliato, non è indispensabile essere intestatario.

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Prima di concludere, dobbiamo rimarcare che il bonifico domiciliato può avere largo utilizzo nelle situazioni di cassa integrazione guadagni. Infatti, vero è che il lavoratore messo in cig da parte del datore di lavoro riceve solitamente il pagamento dell’integrazione salariale proprio da parte del datore di lavoro. Tuttavia non sempre, giacchè in alcune ipotesi è previsto il pagamento diretto da parte dell’Inps verso il lavoratore, con il bonifico domiciliato.

Anzi – come chiarito da un messaggio Inps in proposito – in caso di problemi nell’accredito sul conto corrente della somma è possibile richiedere un bonifico domiciliato e, per incassarlo, il lavoratore in cassa integrazione dovrà recarsi presso l’ufficio delle Poste munendosi della comunicazione con gli estremi del bonifico inviata da Poste Italiane, del codice fiscale e di un documento d’identità valido.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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