Il ritorno di Jose Mourinho. La nuova Londra come punto di ripartenza

Pubblicato il 21 Novembre 2019 alle 18:54 Autore: Lorenzo Annis
Il ritorno di Jose Mourinho. La nuova Londra come punto di ripartenza

Sono passati undici mesi da quando Jose Mourinho è stato sollevato dall’incarico di allenatore al Manchester United. Un’esperienza non facile come tutti i successori di Sir Alex Ferguson, ma lo Special One ha saputo comunque portare qualche titolo importante all’Old Trafford.

Ora il ritorno in pista al Tottenham, subentrando ad un Mauricio Pochettino che tanto bene ha fatto da quelle parti. In queste ore sta circolando una frase di Mou datata 2015, quando dichiarò che non avrebbe mai allenato gli Spurs per rispetto dei tifosi del suo Chelsea. Ma in quattro anni cambia tutto e forse anche le tante critiche riservategli dai tifosi blues nelle ultime stagioni lo hanno portato ad accettare una nuova sfida sulla panchina di una squadra non di primissima fascia, come piacciono al tecnico portoghese, dopo le varie voci che lo volevano di ritorno al Real Madrid.

L’avventura al Tottenham di Mourinho deve portare risposte

Quando si parla di personaggi sportivi che spaccano nettamente l’opinione pubblica, non si può certo non nominare Mourinho. Il suo carattere lo conosciamo bene tutti quanti, così come il suo essere allenatore, con il risultato e l’unione del gruppo che sono al primissimo posto. L’estetica non viene badata troppo e questo ha portato i tifosi e non solo a numerose disapprovazioni nel corso degli anni, nonostante i titoli vinti ovunque.

Sarà da capire per bene se sarà lui ad applicarsi allo stile della squadra o viceversa, ma conoscendolo vien difficile pensare alla prima ipotesi. Il Tottenham ha tanto fieno in cascina grazie, come detto, all’ottimo lavoro svolto in cinque anni da Mauricio Pochettino: ma è sempre mancato un titolo e l’ultimo è datato addirittura 2008. Da qui probabilmente nasce l’idea Mourinho, quel quid in più che possa portare gli Spurs a riaprire e riempire una bacheca ormai più ricca di polvere che di trofei.

Non sarà certamente facile considerando anche che il campionato sembra già compromesso, ma gli investimenti fatti sul fronte stadio non sono casuali, l’obiettivo è vincere. Lo spogliatoio, però, è il vero punto di domanda: molti top player dei londinesi sono in scadenza di contratto e destinati alla partenza e l’allenatore lusitano, in queste settimane precedenti alla sessione invernale di calciomercato, dovrà per forza di cose riuscire a convincere qualche suo interprete che rischia di salutare in breve tempo. Difficile se pensiamo ai tanti messaggi di ringraziamento inviati via social (e probabilmente non solo) dalla rosa al loro ex tecnico, sintomo che il rapporto tra le parti – nonostante i risultati abbiano scarseggiato in questi mesi – erano molto buoni e che questo scenario abbia potuto dunque influire definitivamente circa le loro partenze.

Ma, escludendo tutto ciò, da parte sua Mou dovrà rimboccarsi le maniche anche per far cambiare opinione a chi, dopo gli esoneri al Chelsea e allo United, lo reputa un allenatore ormai bollito. Sicuramente un grande segno sarebbe quello di cambiare la propria filosofia, per provare ad adattarsi ad un calcio sempre più veloce, offensivo e moderno, specie in Premier League. In attesa dei soliti show del suo personaggio, sabato nel derby dell’Olympic Stadium contro il West Ham si dovrà, per forza di cose, capire subito qualcosa in merito a questo nuovo progetto Tottenham targato Mourinho.

L'autore: Lorenzo Annis

Nato il 1° luglio del 1996, è nel Termometro Politico dal 2017. Scrive prevalentemente di sport dividendosi tra pallone e pedali, le sue più grandi passioni sportive.
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