Cosa cambia per lavoro, pensioni e partite Iva nel 2021. Tutte le novità

Pubblicato il 4 Gennaio 2021 alle 08:00 Autore: Daniele Sforza
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Cosa cambia per lavoro, pensioni e partite Iva nel 2021. Tutte le novità

La Manovra 2021 contiene alcune importanti novità per il prossimo anno in materia di lavoro, pensionamenti e partite Iva. Anche e soprattutto per quanto riguarda le misure prese per arginare l’emergenza sanitaria da Covid-19, ci sono alcuni cambiamenti da sapere e tenere a mente. La sfera lavorativa sarà così permeata da alcune novità e da certe scadenze legate a misure e interventi presi in misura temporanea. Andiamo dunque a redigere sinteticamente i principali punti chiave della Manovra 2021 in fatto di lavoro.

Lavoro, pensioni e partite Iva: le novità 2021

Tra le misure prese per l’emergenza Covid spunta l’estensione dello stop ai licenziamenti fino al 31 marzo 2021 (fatte alcune eccezioni), mentre per quanto riguarda la cassa integrazione Covid (gratuita per le aziende) si registra una nuova estensione di ulteriori 12 settimane, al fine di proteggere le imprese e soprattutto i loro lavoratori. Si è inoltre deciso di rifinanziare la Cig per cessazione negli anni 2021 e 2022.

Restando nel contesto emergenziale è confermata la deroga alle causali contenute nel Dl Dignità per quanto riguarda i rinnovi e le proroghe dei contratti a termine.

Tra le altre misure contenute nella Manovra 2021 spicca anche l’estensione degli incentivi fiscali dovuti ai lavoratori altamente qualificati che sono rientrati in Italia prima del 2020 e che sono già iscritti all’Aire. Per loro è previsto il versamento di un contributo del 10% o del 5% del reddito imponibile. L’entità contributiva da versare dipende dal numero dei figli.

Proseguono anche gli incentivi alle assunzioni, con la decontribuzione totale (100%) per tutte quelle imprese che assumono lavoratori al di sotto dei 35 anni o donne disoccupate.

Un ammortizzatore sociale per le partite Iva

Per le partite Iva, inoltre, è stato introdotto un altro criterio molto importante: un ammortizzatore sociale il cui importo varia da 250 a 800 euro e che sarà istituito in misura sperimentale fino al 2023 per tutte le partite Iva aderenti alla gestione separata Inps. L’obiettivo è estendere tale ammortizzatore a tutti i lavoratori autonomi titolari di partita Iva.

È divenuto strutturale l’aumento fino a 100 euro netti mensili per i 16 milioni di lavoratori dipendenti che presentano un reddito inferiore a 40 mila euro.

Prolungato da 7 a 10 giorni il congedo di paternità per i lavoratori neo-padri, mentre un’altra novità importante in arrivo il prossimo anno è l’assegno unico universale, in cui sono conglobate tutte le misure di sostegno legate alla famiglia (bonus bebè, assegni familiari, etc.), valido anche per gli autonomi.  

Lavoro e pensioni 2021: le novità in Manovra

Novità per i lavoratori vicino all’età pensionabile, che potranno sfruttare di uno scivolo di 5 anni se lavorano in imprese che presentano più di 250 addetti. Per le imprese che vantano oltre 1.000 dipendenti, è previsto l’obbligo minimo di 1 assunzione ogni 3 uscite, avendo in cambio un ulteriore sconto Naspi (12 mesi supplementari ai 24 già vigenti).

Concludendo, sul fronte pensioni, è stato dato l’ok alla nona salvaguardia per gli esodati e sono state prorogate fino al 31 dicembre 2021 Opzione Donna e Ape sociale.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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