Bonus smartphone: la novità e perchè non tutti potranno averlo

Pubblicato il 28 Dicembre 2020 alle 12:00 Autore: Claudio Garau
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Bonus smartphone: la novità e perchè non tutti potranno averlo

Nell’ampia varietà di agevolazioni e aiuti previsti a favore dei cittadini nel testo della manovra 2021 – allo scopo di risalire la china a seguito della crisi economica da pandemia – ha trovato spazio anche il bonus smartphone, che scatta al ricorrere di specifiche condizioni. Si tratta di un’agevolazione che infatti non vale per tutti, ma soltanto per coloro il cui reddito ai fini Isee non supera una certa soglia. Vediamo allora più nel dettaglio come funziona questo bonus smartphone e chi sono in concreto i destinatari.

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Bonus smartphone e legge di bilancio: il punto della situazione

E’ recentissima la notizia relativa al via libera della Camera alla manovra, che riguarda anche il bonus smartphone. A seguito della fiducia sul provvedimento, ottenuta dall’Esecutivo il giorno 23 dicembre scorso (314 voti favorevoli, 230 contrari e 2 astenuti) è giunto anche l’ok di Montecitorio al voto finale sul provvedimento: 298 i sì, 125 i no, 8 gli astenuti (431 presenti e 423 votanti; soglia maggioranza fissa a quota 212). La maxi-manovra da 40 miliardi ora va al Senato per il ‘timbro’ finale.

Per le ore 16 del 28 dicembre è prevista infatti la conferenza dei Capigruppo per valutare il calendario e alle 18.30 il testo dovrebbe varcare le porte dell’aula della commissione Bilancio. Il via libera definitivo sarà probabilmente domani, o al massimo dopodomani, mercoledì 30 dicembre. L’iter deve concludersi comunque entro la fine dell’anno, altrimenti il Governo sarà costretto all’esercizio provvisorio.

Nella manovra trova spazio il pacchetto per gli autonomi, con la previsione dell’esonero dei contributi e una sorta di primo abbozzo di “cig” anche per le partite Iva. Non solo: si ragiona anche, tra le varie agevolazioni, di bonus occhiali, proroga del superbonus sui lavori condominiali e eco-incentivi auto. Ma – come accennato all’inizio – in gioco c’è anche il bonus smartphone: focalizziamoci su di esso.

Bonus smartphone: qual è lo lo scopo

Tra gli emendamenti alla legge di bilancio per il 2021, e giudicati positivamente dalla V Commissione Bilancio, c’è quello proposto da Mariastella Gelmini, relativo appunto al bonus smartphone, il quale ha ricevuto il consenso unanime di tutti i gruppi.

In buona sostanza, si tratta di un emendamento che è mirato ad aiutare le famiglie a basso reddito al cui interno si trova uno studente. Infatti, la didattica a distanza, se da una parte ha consentito ai ragazzi di non perdere le lezioni, ha anche purtroppo segnalato un livello di digitalizzazione del nostro paese molto squilibrato. Non tutti i nuclei familiari hanno infatti la possibilità di sostenere la spesa per un computer o un dispositivo elettronico, che si rivela essenziale, proprio in questo momento, per chi studia e non può andare a scuola. Ciò porta a gravi ripercussioni sullo studente che si trova svantaggiato, rispetto a chi invece possiede un dispositivo con connessione internet e può quindi seguire le lezioni da casa.

Ecco spiegato il perchè del bonus smartphone o, seguendo la definizione tecnica dell’emendamento, il “Kit digitalizzazione“, esteso anche ai tablet ed altri strumenti elettronici con connettività internet.

L’emendamento in questione, introduce nel testo della manovra, l’art. 105 bis, che delimita il perimetro di intervento del citato bonus. Vediamo allora che cosa dice.

L’emendamento del kit digitalizzazione: il testo

A questo punto, vediamo più da vicino come funziona il bonus smartphone, ovvero quali sono le coordinate per introdurlo e assegnarlo agli aventi diritto, sulla scorta del testo del emendamento citato. L’emendamento stabilisce che: “al fine di ridurre il divario digitale, prevede la concessione, a famiglie a basso reddito, con almeno un componente iscritto ad un ciclo di istruzione scolastica o universitaria, di un dispositivo mobile in comodato gratuito dotato di connettività per un anno o di un bonus di valore equivalente da utilizzare per le stesse finalità.

Per quanto riguarda la concessione del bonus smartphone sono fissate le seguenti condizioni:

  • dotarsi del sistema pubblico di identità digitale (SPID);
  • un reddito ISEE non superiore a 20.000 euro annui;
  • non essere titolari di un contratto di connessione internet e di un contratto di telefonia mobile.

Attenzione però: con detto bonus smartphone, può essere assegnato un cellulare ad un solo soggetto per nucleo familiare e sempre seguendo il limite complessivo di spesa massima di 20 milioni di euro per l’anno 2021. A questo scopo, secondo quanto stabilito dal Ministero dell’economia e delle finanze, è istituito un fondo ad hoc, con una dotazione di 20 milioni di euro per l’anno 2021, da trasferire poi al bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per la trasformazione digitale.

Inoltre, è prevista una norma ‘organizzativa’, giacchè le modalità di accesso al beneficio saranno definite “entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio o con decreto del Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione“.

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I destinatari dell’agevolazione: chi sono in concreto?

Parafrasando il testo dell’emendamento sul bonus smartphone, dobbiamo rimarcare che la norma in sintesi dispone che soltanto le famiglie con un basso reddito Isee, ovvero che non oltrepassa i 20.000 euro e al cui interno c’è uno studente, di scuola o universitario, hanno diritto ad ottenere un dispositivo mobile in comodato gratuito con dotazione Internet per almeno 12 mesi o in alternativa un bonus di valore equivalente per lo stesso scopo, a patto che non siano già titolari di una connessione internet o telefonica mobile e a condizione che attivino lo Spid, il sistema pubblico d’identità digitale, se non lo hanno già fatto. Come detto sopra, il tetto massimo di spesa resta sui 20 milioni di euro per il 2020 e potrà essere assegnato un solo dispositivo mobile per nucleo familiare.

Concludendo, non resta che attendere ancora qualche ora per capire se l’emendamento sarà confermato in Aula oppure no.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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