Magistrati onorari come quelli ordinari: stessa retribuzione. La sentenza

Pubblicato il 21 Dicembre 2020 alle 12:23 Autore: Claudio Garau
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Magistrati onorari come quelli ordinari: stessa retribuzione. La sentenza

Sono piuttosto interessanti alcune recenti pronunce dei Tribunali italiani, perchè riconoscono ai giudici onorari il diritto a percepire un compenso per le attività svolte, pari a quello versato ai giudici ordinari di tribunale, ovvero coloro che per svolgere la professione di magistrato, hanno superato un concorso nazionale e lavorano stabilmente presso le aule di giustizia. Vediamo allora, più nel dettaglio, quali sono le ultime novità sui magistrati onorari.

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Ci riferiamo alla sentenza n. 343 del 16 dicembre 2020 del Tribunale di Vicenza con funzioni in materia di lavoro che, dopo neanche un mese da una analoga decisione del Tribunale di Napoli, si pone sulla stessa linea e afferma la sussistenza del diritto dei magistrati onorari “di percepire un trattamento economico corrispondente a quello previsto dall’art. 2 delle legge n. 111 del 2007 e successive modificazioni per il ruolo di magistrato ordinario“.

Come accennato, la pronuncia è significativa giacchè nel caso concreto giudicato, al riconoscimento del diritto si contrappone la condanna inflitta nei confronti del Ministero di Giustizia, per quanto attiene al pagamento delle somme indicate, per un lasso di tempo intercorrente tra il 2003 e il 2017, oltre agli interessi maturati.

Non solo: una vera e propria condanna al risarcimento danni a favore dei magistrati onorari, come già stabilito dal Tribunale di Napoli qualche settimana fa, giacchè il Ministero della Giustizia è stato anche condannato a risarcire i danni scaturiti dalla reiterazione infondata ed illegittima di rapporti di lavoro a tempo determinato per i magistrati onorari. Il risarcimento è stato valutato pari a sette mensilità di trattamento economico previsto per i magistrati ordinari, aumentato degli interessi dalla domanda fino al saldo.

Le recenti sentenze dei Tribunali italiane, che sembrano davvero segnare un nuovo inizio per l’attività svolta dai magistrati onorari e per i loro trattamenti retributivi, prendono in realtà spunto da quanto deciso dalla Corte UE la scorsa estate. Infatti, detta autorità giudiziaria con sede in Lussemburgo, nelle conclusioni della sentenza C – 658 -18 di qualche mese fa, ha affermato in modo cristallino che “il giudice di pace, nell’ambito delle sue funzioni, svolge prestazioni reali ed effettive, che non sono né puramente marginali né accessorie, e per le quali percepisce indennità aventi carattere remunerativo”, ragion per cui “può rientrare nella nozione di lavoratore” a tutti gli effetti.

L’impatto della sentenza della Corte UE è certamente significativo, giacchè essa riconosce nei confronti dei magistrati onorari, una volta per tutte, la dignità di lavoratori e il diritto ad un compenso, come ad un inquadramento contrattuale, contributivo e previdenziale non dissimili da quelli riconosciuti ai giudici ordinari.

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Concludendo, è chiara insomma la direzione verso cui si sta tendendo: riconoscere anche a livello nazionale una serie di diritti dei magistrati onorari, finora non considerati se non addirittura ignorati. E’ auspicabile che a queste sentenze, possa seguire un nuovo intervento del legislatore che finalmente attribuisca nero su bianco le tutele che i magistrati onorari meritano. Non ci resta che attendere gli sviluppi ed eventuali novità normative nei prossimi mesi.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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