Sconto di pena: come funziona e quando può scattare

Pubblicato il 17 Dicembre 2020 alle 11:52 Autore: Claudio Garau
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Sconto di pena: come funziona e quando può scattare

L’espressione ‘sconto di pena‘ compare non di rado nelle notizie di cronaca che trattano di fatti giudiziari di rilievo penale, anche di una certa importanza. E’ facile comprendere che con queste parole si intende una riduzione della sanzione inflitta dal giudice, a seguito della sentenza di condanna, ma forse non tutti sanno qual è il meccanismo che di fatto determina lo sconto di pena e quando detto sconto può scattare. Qui di seguito vogliamo chiarirlo, in modo da dissipare ogni possibile dubbio.

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Sconto di pena: di che si tratta in breve

Prima di vedere più da vicino quali sono le condizioni che determinano lo sconto di pena, dobbiamo ricordare che è pur sempre la legge vigente che consente la riduzione della sanzione penale. In ogni caso, ci si riferisce a quelle che sono le pene principali del processo penale, vale a dire:

  • pena detentiva, che a sua volta si suddivide in:
    • ergastolo per i reati più gravi;
    • reclusione;
    • arresto.
  • pena pecuniaria, ovvero una somma da pagare all’Erario, che si suddivide in:
    • multa;
    • ammenda.

Ottenere uno sconto di pena comporta per il beneficiario o la diminuzione dei giorni in cella o la diminuzione dell’importo da versare per la condanna penale. A questo punto, ci si potrebbe però domandare quando ricorrono gli estremi per lo sconto di pena. Ebbene, fondamentalmente sono tre i diversi percorsi che permettono di ottenere il beneficio:

  • buona condotta durante il periodo in carcere;
  • scelta di un cosidetto rito premiale;
  • applicazione delle circostanze attenuanti.

Vediamoli separatamente.

Sconto di pena: la buona condotta del carcerato

Se una persona condannata permane in carcere per la sanzione detentiva, deve sapere che il suo comportamento è cruciale per poter evitare di passare in cella tutti i giorni previsti dalla sentenza del giudice. Insomma, la buona condotta costituisce un motivo per il quale disporre la liberazione anticipata, ovvero uno sconto di pena corrispondente a 45 giorni ogni semestre di condanna già espiata. La liberazione anticipata non si applica soltanto a chi è in carcere, ma anche a chi è in regime di semilibertà o in detenzione nel proprio domicilio. Chiaramente è il giudice a disporre questo beneficio.

La caratteristica tipica dello sconto di pena tramite liberazione anticipata è che detto sconto agisce durante il periodo di prigionia, a differenza delle altre due modalità per ottenere lo sconto, vale a dire circostanze attenuanti e rito premiale che, infatti, rilevano prima del pronunciamento del giudice, ovvero durante il processo penale stesso.

Attenzione però, perchè la liberazione anticipata è accordata soltanto se il detenuto:

  • non ha subito provvedimenti disciplinari durante la carcerazione;
  • ha dimostrato una concreta volontà di essere rieducato, in modo da uscire dal carcere pronto per condurre una vita lontano dal crimine.

Scelta del rito premiale

Esiste anche la possibilità di ottenere lo sconto di pena, prima della sentenza finale del magistrato. Infatti, esistono iter giudiziari più snelli che, evitando il dibattimento – ovvero la fase clou del processo penale – permettono una deflazione del carico di processi per gli uffici giudiziari, conseguendone per l’imputato il premio rappresentato dallo sconto di pena. Ecco allora spiegato perchè sono denominati ‘riti premiali’. Essi sono:

  • procedimento per decreto penale di condanna: si caratterizza per l’assenza di contraddittorio, mancando sia l’udienza preliminare che il dibattimento. La legge prevede la possibilità per il pubblico ministero di domandare che il decreto penale di condanna sia emesso per una pena edittale ridotta fino alla metà. Ma il carattere premiale del decreto di condanna è rappresentato anche dal fatto che detto decreto non produce la condanna al versamento delle spese processuali né l’applicazione di pene accessorie e non ha efficacia di giudicato dei processi civili e amministrativi.

Inoltre, l’applicazione di eventuali circostanze attenuanti si somma alla scelta del rito premiale, con la conseguenza che lo sconto di pena potrà essere ancora maggiore. Ma le circostanze attenuanti operano anche autonomamente per diminuire la sanzione, come ora vedremo.

Il rilievo delle circostanze attenuanti

Come ci indica il Codice Penale, le circostanze attenuanti costituiscono fattori non essenziali per l’individuazione di un certo reato. Di esse il magistrato può comunque tener conto per abbassare di un terzo la pena in sentenza.

Distinguiamo le circostanze attenuanti comuni, ovvero quelle applicabili a tutti i reati, e previste dall‘art. 62 Codice Penale: tra esse, qui vogliamo qui menzionare, a titolo meramente esemplificativo, l’aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale, l‘avere, prima del giudizio, riparato interamente il danno, mediante il risarcimento di esso, e l’essere concorso a determinare l’evento, insieme con l’azione o l’omissione del colpevole, il fatto doloso della persona offesa.

Inoltre, in base all’art. 62 bis Codice Penale, possono rilevare anche le attenuanti generiche, che il giudice può applicare per ridurre la pena sempre di un terzo. Esse sono circostanze indeterminate, ovvero il cui contenuto specifico non è stato tipizzato espressamente dal Legislatore. Tra esse, ricordiamo qui brevemente, a titolo esemplificativo, la confessione spontanea del responsabile del reato, il buon comportamento processuale, la collaborazione data nelle indagini preliminari e varie situazioni di manifesto ravvedimento.

Concludendo, si può notare dunque come la legge vigente consenta al reo o alla persona che sarà condannata, di poter contare sullo sconto di pena, ossia un beneficio che può rendere meno onerosa la pena pecuniaria oppure meno lunga la detenzione in carcere.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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