Gestione separata Inps e requisiti pensione: quali sono?

Pubblicato il 15 Dicembre 2020 alle 12:00 Autore: Claudio Garau

Gestione separata Inps e requisiti pensione: quali sono?

Non bisogna affatto pensare che i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps rappresentino una ristretta fetta della popolazione. Infatti svariate sono le categorie che ne fanno parte. Il punto è però capire quali sono, in concreto, i requisiti per la pensione nella gestione separata Inps: ricordiamo altresì che presso questa cassa, l’iscritto può conseguire la generalità dei trattamenti pensionistici spettanti agli iscritti presso le altre gestioni amministrate dall’Inps. Vediamo allora più da vicino.

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Gestione separata Inps: chi deve iscriversi?

In buona sostanza, la gestione separata INPS consiste in un fondo pensionistico che è finanziato dal versamento dei contributi previdenziali, i quali sono obbligatori per i lavoratori assicurati, ovvero iscritti a tale gestione.

La gestione separata INPS ha, pertanto, la finalità di assicurare a tutte le tipologie di lavoratori delle prestazioni assistenziali, in virtù della raccolta di tutti i contributi previdenziali dei liberi professionisti – e in generale dei lavoratori autonomi – che non possiedono una cassa previdenziale ad hoc.

In particolare, vi sono categorie di lavoratori che debbono iscriversi obbligatoriamente alla gestione separata Inps. Ecco in rapida rassegna le più rilevanti:

  • i freelance (liberi professionisti) che non hanno una specifica cassa previdenziale;
  • i lavoratori occasionali;
  • i collaboratori coordinati e continuativi;
  • i beneficiari di borse;
  • gli assegnisti di ricerca;
  • i medici che si stanno formando attraverso la ormazione specialistica);
  • i volontari del servizio civile;
  • i partecipanti a collegi e commissioni;
  • gli amministratori;
  • i liberi professionisti senza cassa di categoria o che non vi si possono iscrivere.

L’iscrizione alla gestione separata può svolgersi in via telematica tramite login al sito ufficiale dell’INPS o anche in via telefonica, chiamando l’Istituto.

A questo punto, vediamo di seguito quali sono le tipologie di pensione riconosciute a chi è iscritto alla Gestione separata Inps.

Gestione separata: pensione anticipata con 20 anni di contributi

Con 20 anni di contributi non è possibile conseguire la pensione anticipata ordinaria, ma appunto la particolare pensione anticipata con 20 anni di contributi, prevista dalla pensione anticipata contributiva, una misura contenuta nella legge Dini del 1995.

E’ una tipologia di pensione che ricade obbligatoriamente nel sistema contributivo puro e che consente il pensionamento a chi ha versato tutti i suoi contributi nel sistema di calcolo contributivo.

In particolare, detto trattamento può essere riconosciuto, fino al 31 dicembre 2022, sulla base dei seguenti requisiti:

  • ricadere interamente nel sistema contributivo puro;
  • 64 anni di età anagrafica, sia per gli uomini che per le donne;
  • 20 anni di contributi effettivi (non sono allora compresi i contributi figurativi);
  • l’importo della pensione futura spettante sia corrispondente a 2,8 volte l’assegno sociale INPS (l’importo al mese dell’assegno sociale è pari a 459,83 euro).

Gestione separata e pensione anticipata ordinaria: quali sono i requisiti?

Si tratta di una pensione che può essere versata, entro il 31 dicembre 2026, a favore di soggetti che abbiano:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne;
  • 3 mesi di finestra.

Detto tipo di trattamento pensionistico può essere conseguito anche attraverso il cosiddetto cumulo, ovvero la somma dei contributi presenti in differenti gestioni, a tutto vantaggio del lavoratore. Servendosi del cumulo, gli iscritti presso la gestione separata Inps possono anche maturare il diritto alla pensione anticipata precoci, di cui avevamo già parlato più in dettaglio qui.

Pensione in totalizzazione: come funziona?

Un ulteriore trattamento pensionistico è rappresentato dalla totalizzazione, ovvero dalla possibilità di sommare tutti i contributi legati a diverse gestioni pensionistiche, allo scopo di conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia, di anzianità, di inabilità e indiretta. Tuttavia, l’interessato ad ottenerla non deve essere titolare di autonoma pensione e non deve aver accettato la ricongiunzione, ed ovviamente deve essere in possesso di tutti i vari requisiti di accesso alla pensione.

Pertanto, la pensione di anzianità in totalizzazione può essere riconosciuta all’avente diritto, fino alla data del 31 dicembre 2022, con:

  • almeno 41 anni di contributi non coincidenti tra tutte le gestioni;
  • l’attesa pari a 21 mesi di finestra.

Invece, la pensione di vecchiaia in totalizzazione può essere riconosciuta all’avente diritto, fino alla data del 31 dicembre 2022, se sussistono:

  • almeno 66 anni di età anagrafica;
  • almeno 20 anni di contributi non coincidenti tra tutte le gestioni;
  • l’attesa pari a 18 mesi di finestra;
  • gli ulteriori requisiti stabiliti dagli ordinamenti ai quali l’interessato è iscritto per l’accesso al trattamento pensionistico.

Pensione di vecchiaia ordinaria: quali sono i requisiti?

Coloro che risultano iscritti presso la gestione Separata Inps possono conseguire – in base alle norme vigenti – anche la pensione di vecchiaia ordinaria, se sussistono:

  • almeno 67 anni di età anagrafica;
  • almeno 20 anni di contributi;
  • un importo della pensione almeno corrispondente a 1,5 volte l’assegno sociale.

Il cumulo suddetto può essere utile anche a far maturare il diritto alla pensione di vecchiaia.

Pensione di vecchiaia contributiva: quali sono i requisiti?

Una ulteriore alternativa è rappresentata dalla pensione di vecchiaia contributiva, per chi è iscritto alla gestione separata Inps. Ecco i requisiti:

  • almeno 71 anni di età anagrafica;
  • almeno 5 anni di contributi effettivi (quindi non valgono i contributi figurativi).

La pensione di vecchiaia contributiva consente dunque di andare in pensione con pochi anni di contributi versati: per farlo, tuttavia, occorre aver compiuto i 71 anni di età. E’ chiaro che si tratta di una misura con cui si va in pensione più tardi, ma rappresenta comunque una buona soluzione per chi ha lavorato soltanto per pochi anni e non ha possibilità di far valere le altre opzioni previdenziali. 

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Pensione anticipata tramite quota 100: quali sono i requisiti?

Fino alla data del 31 dicembre 2021, gli iscritti presso le gestioni Inps, inclusi gli iscritti alla gestione Separata, possono ottenere il diritto alla pensione anticipata attraverso l’opzione quota 100, se ricorrono i seguenti presupposti:

  • almeno 62 anni di età anagrafica;
  • almeno 38 anni di contributi;
  • in via generale, una finestra di attesa pari a 3 mesi per coloro che sono iscritti alla gestione separata;

Anche in queste circostanze, i requisiti possono essere conseguiti con il cumulo dei contributi presso casse diverse. Altrove abbiamo anche considerato la scelta tra quota 100 e pensione di vecchiaia e quando è preferibile dimettersi.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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