Dpcm Natale 2020: cosa si può fare durante le feste?

Pubblicato il 9 Dicembre 2020 alle 13:41 Autore: Claudio Garau
Cosa si può fare e cosa no a Natale 2020: le nuove disposizioni

Dpcm Natale 2020: cosa si può fare durante le feste? 

In questi ultimi tempi le accese discussioni negli ambienti politici e il complesso quadro delle nuove restrizioni imposte agli spostamenti, con annesse frizioni tra Governo e Regioni, non hanno di certo aiutato i comuni cittadini a capire come comportarsi durante il periodo delle feste. In buona sostanza, che cosa si può fare in questo lasso di tempo? quali sono le limitazioni e i diritti? Vediamolo sulla scorta del dpcm Natale 2020.

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Come anticipato da più parti, non si tratteranno delle solite feste di Natale e Capodanno: la pandemia e le restrizioni imposte per impedire la crescita dei contagi hanno comportato e comporteranno divieti e vincoli alle tipiche attività di questo periodo. D’altronde, potrebbe trattarsi delle ultime limitazioni, prima dell’introduzione dei vaccini anti-covid anche in Italia.

Veglione in camera

Chi per fine anno si troverà in albergo o in struttura ricettiva, potrà fare il veglione tradizionale, ma soltanto in camera. Infatti il dpcm Natale ha stabilito che è permessa senza limiti di orario la ristorazione negli hotel e in altre strutture ricettive ma solo per quanto riguarda i propri clienti, che siano alloggiati negli spazi di dette strutture. In particolare, dalle 18.00 del 31 dicembre 2020 e fino alle ore 7.00 del primo gennaio 2020, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive è possibile esclusivamente con servizio in camera. Evidentemente ciò per limitare i festeggiamenti ai soli congiunti.

Il coprifuoco notturno

Non solo la raccomandazione forte di evitare cenoni affollati, ma anche e soprattutto il coprifuoco a Capodanno fino alle 7 del mattino e non fino alle 5 come negli altri giorni. Ciò è stato stabilito dal dpcm Natale: “Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo, nonché dalle ore 22.00 del 31 dicembre 2020 alle ore 7.00 del 1° gennaio 2021 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi“.

Forti limitazioni agli spostamenti tra Regioni

La diminuzione di casi di coronavirus, che si sta registrando nelle ultime settimane, farebbe pensare il contrario, tuttavia nel dpcm Natale 2020 si trova scritto anche che non sussistono deroghe al divieto di mobilità durante le feste. Nell’ottica di evitare un gennaio con un possibile boom di casi, le restrizioni infatti crescono: dal 21 dicembre al 6 gennaio è vietato ogni spostamento “in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, e il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio ogni spostamento tra comuni, salvo che per comprovate esigenze di lavoro, necessità o salute“. Saranno presenti forze dell’ordine dispiegate sul territorio, onde effettuare controlli e far rispettare le prescrizioni imposte dal dpcm Natale. E’ tuttavia ammessa la possibilità di rientrare presso la propria residenza, domicilio o abitazione, tranne le seconde case in altra Regione o Provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre e del primo gennaio, anche localizzate in altro Comune, per cui coerentemente valgono i divieti di cui sopra.

Attività ricreative e turistiche

Per quanto riguarda le attività ricreative e turistiche, tipiche del periodo delle feste, alla luce del dpcm Natale abbiamo che le crociere debbono ritenersi sospese dal 21 dicembre fino al 6 gennaio 2021, ed anzi tutti i passeggeri che arrivano in Italia dai paesi fuori dall’area Schengen saranno obbligati alla quarantena per 14 giorni presso l’abitazione o la dimora indicata.

Anche gli sciatori amatoriali potranno avere un po’ di libertà a partire dal 7 gennaio, ovvero la data di riapertura degli impianti per sciare, che infatti saranno non operativi per tutto il periodo delle feste, salvo che per gli atleti del settore. Dal giorno dopo l’Epifania, gli impianti saranno dunque accessibili, ma soltanto a seguito dell’adozione delle linee guida di Regioni e Province autonome, convalidate dal Comitato tecnico scientifico. E’ chiaro che l’intento è quello di evitare nuovi assembramenti di persone sulle piste da sci e nelle aree vicine.

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Concludendo, saranno invece aperti i ristoranti a pranzo anche a Natale, Santo Stefano, Capodanno e l’Epifania, pertanto non sono state previste ulteriori restrizioni rispetto all’orario 5 – 18, disposto anche per i bar e altri locali di somministrazione cibi e bevande. Secondo il dpcm Natale: “Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi“. Ma attenzione: nessuna riapertura per i centri commerciali nei fine settimana e nei giorni festivi e, invece, negozi che possono restare aperti fino alle 21, fino al 6 gennaio, nell’evidente intento di ‘spalmare’ la clientela in un maggior numero di ore.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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