Incontri tra congiunti a Natale 2020: cosa cambia col nuovo Dpcm?

Pubblicato il 4 Dicembre 2020 alle 13:13 Autore: Claudio Garau
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Incontri tra congiunti a Natale 2020: cosa cambia col nuovo Dpcm?

In questi ultimi giorni uno dei temi ‘caldi’, tra i tanti che stanno animando il dibattito politico, è rappresentato dalla possibilità o meno, degli incontri tra congiunti a Natale 2020. Da una parte, infatti, le esigenze di tutela alla salute spingono verso una diminuzione dei contatti tra persone, anche durante il periodo delle festività, dall’altra c’è chi sostiene l’idea per la quale, almeno a Natale e nelle festività, non debba essere negato il diritto di rivedere almeno i parenti più stretti, come i nonni. Cerchiamo dunque di fare il punto, rispetto ad una situazione piuttosto ingarbugliata, ma su cui è giusto fare chiarezza, onde capire entro quali limiti potersi spostare nel periodo natalizio.

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Incontri tra congiunti: chi sono questi ultimi?

Per comprendere come bisognerà comportarsi tra qualche settimana e prima di considerare cosa prevede il prossimo dpcm sulle festività, dobbiamo ricordare chi sono i congiunti, ovvero quali soggetti rientrano nella categoria e quali invece ne sono fuori. Ciò anche alla luce dei chiarimenti forniti dal Viminale.

Ebbene, il termine ‘congiunti’ – che è diventato noto a tutti a partire dallo scorso maggio, ovvero alla fine del primo lockdown – secondo quanto indicato dal Ministero dell’Interno, si riferisce alle seguenti categorie di persone:

  • coniugi
  • partner delle unioni civili
  • partner conviventi
  • i soggetti legati da un duraturo legame affettivo
  • parenti fino al sesto grado;
  • gli affini fino al quarto grado.

Ecco allora che dal tema degli incontri tra congiunti, restano esclusi gli amici, che – dal punto di vista giuridico – non sono ‘congiunti’, indipendentemente dalla durata del legame di amicizia.

Gli spostamenti limitati a Natale: il nuovo dpcm

In questi giorni i congiunti, come ad esempio i fidanzati o i nonni, che vivono magari lontano, in un’altra Regione, si chiedono se davvero potranno rivedere la persona amata o i nipoti: ebbene, alla luce di quanto emerge nel nuovo decreto del 3 dicembre, il Governo ha inteso limitare gli spostamenti anche il 25 dicembre e in tutto il periodo delle feste, seguendo una linea dura di lotta alla pandemia. Questo provvedimento sarà valido infatti dal 4 dicembre fino al 15 gennaio 2021.

E’ stato deciso, in buona sostanza, che l’Italia sarà chiusa per le feste, ufficializzando lo stop agli spostamenti tra Regioni (anche tra quelle in zona gialla) dal 21 dicembre al 6 gennaio e quello tra Comuni (anche limitrofi) il 25 e il 26 e a Capodanno, salvo che per ritornare ai luoghi di residenza, domicilio o abitazione e per motivi di necessità, lavoro, studio o salute. Anche la visita agli anziani soli è considerato un motivo di necessità, per cui pare si possa derogare – almeno con riferimento ai nonni – alle regole restrittive sugli incontri tra congiunti.

Vietati gli spostamenti nelle seconde case per tutto il periodo delle festività, e c’è già chi parla – in questi giorni – di vera e propria corsa alle seconde case, prima dell’arrivo del periodo natalizio.

Nella serata di ieri, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha inoltre precisato che, per quanto attiene al numero di persone da tenere a tavola a Natale e durante le feste, la raccomandazione è quella fare il pranzo e la cena soltanto con i conviventi. Non un obbligo, anche perchè in uno Stato liberal-democratico non è possibile entrare in casa delle persone per controllare chi e quanti sono i commensali, ma una raccomandazione forte a seguire questa regola di comportamento.

Non solo: in un recentissimo comunicato stampa dell’Esecutivo, si trova scritto che “Le nuove norme stabiliscono che i dpcm emergenziali possano disporre, nel periodo dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021, su tutto il territorio nazionale, specifiche misure tra quelle già previste elencate dalle norme primarie”. Ciò indipendentementedalla classificazione in livelli di rischio e di scenario delle diverse regioni e province autonome”, vale a dire a prescindere dai colori (rosso, arancione e giallo) già attribuiti alle diverse regioni e province autonome.

Il governo continua a spingere tutti i cittadini alla massima cautela ed, infatti, se da un lato mira a portare, entro metà dicembre, tutto il Paese in fascia gialla, ovvero verso misure un po’ meno rigorose, dall’altro comunque introduce i nuovi divieti di spostamento e le altre restrizioni applicate per tutto il periodo delle festività di Natale e Capodanno, in una sorta di delicato ‘compromesso’ tra opposte esigenze.

Concludendo, si intuisce che è più corretto parlare di veri e propri divieti di incontri tra congiunti, se si tratta di persone residenti in Regioni e Comuni diversi: in ogni caso è raccomandato di sedersi a tavola con i conviventi e, in via eccezionale, vedere gli anziani soli, ovvero i nonni, in deroga eccezionale alle recenti misure adottate.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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