Come diventare avvocato penalista: facoltà universitaria ed esame

Pubblicato il 25 Novembre 2020 alle 15:35 Autore: Claudio Garau
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Come diventare avvocato penalista: facoltà universitaria ed esame

Per tanti neo-diplomati uno dei sogni nel cassetto è da sempre quello di frequentare con profitto una facoltà universitaria e laurearsi, per poi intraprendere una professione che sia il frutto di tante ore passate sui libri a studiare per sostenere gli esami accademici. Ebbene, tra le facoltà più gradite a coloro che vogliono iscriversi in un ateneo, c’è quella di giurisprudenza che, tradizionalmente, annovera un alto numero di studenti iscritti. Questi ultimi solitamente ambiscono a svolgere una professione che sia in stretto contatto con leggi e diritti, come ad esempio quella di giudice, di notaio o di commissario di Polizia. Ma, molto spesso, sognano anche di indossare la toga per difendere – innanzi al giudice del processo penale – una persona, accusata di un qualche reato. Qui di seguito vogliamo porre l’attenzione proprio su questo: come diventare avvocato penalista? Vediamolo.

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Come diventare avvocato penalista: il contesto di riferimento e gli step

In verità bisogna subito ricordare che, quanto meno in Italia, la professione di avvocato, oggigiorno, non è tutta rosa e fiori, anzi. Infatti, il settore forense vede sempre più avvocati al suo interno, con una fortissima concorrenza. A ciò si abbina la lentezza della macchina giudiziaria, ma anche la crisi economica che spinge molti cittadini a rinunciare alle prestazioni dell’avvocato, se non addirittura a non pagarlo per le prestazioni svolte, con tutte le conseguenze che si possono immaginare. Permane tuttavia il prestigio di svolgere una professione nobile e di prestigio, riservata però soltanto a coloro che dimostrano oggettivamente di essere giuristi competenti, a seguito di un percorso formativo ad hoc, cui segue alla fine l’esame di Stato.

Pertanto, se ci domandiamo come diventare avvocato penalista, in sintesi dobbiamo ricordare i seguenti tre step, che portano all’agognata qualifica:

  • iscrizione alla facoltà universitaria di giurisprudenza, superamento degli esami e dell’esame finale di laurea;
  • svolgimento di un periodo di pratica forense presso uno studio legale;
  • superamento dell’esame di abilitazione professionale.

Diventare avvocato penalista non è dunque percorso semplice e breve, e soprattutto è necessaria dedizione, impegno costante e passione per ciò che si studia e ciò che si impara sul campo.

Ricordiamo altresì che avvocato civilista ed avvocato penalista seguono lo stesso iter di formazione, indicato sinteticamente poco sopra. In buona sostanza, occorrono gli stessi titoli ed occorre essere un valido giurista: cambia, piuttosto, la materia di riferimento, giacchè per l’avvocato penalista la formazione successiva alla laurea verterà soprattutto sul diritto penale, mentre per chi intende specializzarsi nell’ambito del diritto civile, dovrà focalizzare la pratica forense su questo ambito, e non su quello penalistico. Per quanto riguarda invece il percorso universitario, esso è sostanzialmente identico sia per lo studente che vuole diventare avvocato penalista, sia per lo studente che vuole diventare avvocato civilista. E identico è anche l’esame di Stato. In buona sostanza, non esistono albi speciali che differenziano un avvocato dall’altro, ma l’albo professionale è unico.

Diventare avvocato penalista: percorso universitario e la fase post-laurea

Se ci chiediamo come diventare avvocato, dobbiamo tener conto del fatto che la laurea in giurisprudenza è essenziale: si tratta di svolgere con profitto un percorso di studi con lezioni ed esami distribuiti su almeno 5 anni. Ecco perchè quando si parla di laurea in legge si fa riferimento ad un percorso quinquennale, ovvero un iter che porta al conseguimento della laurea magistrale, equiparata alla laurea specialistica. Ricordiamo altresì che qualche decennio fa la laurea in giurisprudenza era conseguita al termine di un percorso quadriennale.

Non solo è essenziale per diventare avvocato penalista: la laurea in legge deve far parte del curriculum vitae anche di chi intende diventare magistrato o notaio, ovvero esercitare una delle altre professioni di ambito legale.

Dopo l’ottenimento del diploma di laurea, colui che intende diventare avvocato penalista (ma anche civilista) dovrà svolgere un percorso di pratica sul campo, presso uno studio legale che si occupi prevalentemente di diritto penale, di durata non inferiore ai 18 mesi. L’avvocato che accoglierà il praticante dovrà però essere iscritto all’albo da non meno di 5 anni.

Il periodo di pratica forense è suddiviso in 3 semestri e comporta da un lato il comprendere come funziona uno studio legale, quali attività sono compiute all’interno di esso e come si redige un atto, dall’altro permette al tirocinante di assistere ad udienze di tribunale, sulle quali peraltro dovrà redigere relazione sui punti chiave emersi nelle varie cause a cui si è stati presenti.

Le alternative al periodo di pratica in studio

La legge vigente ci indica che per diventare avvocato penalista non è obbligatorio svolgere tutti i 18 mesi di pratica nello studio legale. Infatti:

  • se il laureato svolge il tirocinio presso gli uffici giudiziari, ovvero il tribunale, potrà contare su un minor periodo di pratica forense, 6 mesi invece che 18;
  • se il laureato prosegue gli studi presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali (di durata biennale), potrà – anche in questo caso – svolgere solo 6 mesi di pratica, e non 18.

Come si può notare, esistono dunque alternative rispetto al percorso più ‘classico’ della formazione in studio.

L’esame di abilitazione professionale: in cosa consiste?

Lo step finale, superato il quale è possibile conseguire il titolo di avvocato penalista, è rappresentato dall’esame di Stato. Esso è organizzato con cadenza annuale, solitamente nel mese di dicembre, anche se quest’anno vi sono stati degli slittamenti causa pandemia, di cui abbiamo già parlato.

L’esame di abilitazione si articola nei seguenti passaggi:

  • tre prove scritte:
    • un parere di diritto penale;
    • un parere di diritto civile;
    • un atto a scelta tra la materia civile, penale ed amministrativa;
  • una prova orale, che viene svolta se le prime tre hanno avuto buon esito e che riguarderà non meno di sei materie giuridiche.

Se tutto l’iter d’esame è superato con successo, diventare avvocato sarà poco più di una formalità, giacchè sarà conseguito il titolo per iscriversi all’Albo professionale degli avvocati. Ricordiamo altresì che ogni cittadino può verificare che una certa persona sia realmente iscritta all’Albo, servendosi del servizio ad hoc, inserito nel sito web del Consiglio Nazionale Forense.

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Concludendo, ribadiamo che il percorso per diventare avvocato penalista segue gli stessi step previsti per chi vuole invece diventare avvocato civilista. Identico è anche l’esame di Stato. Va da sè, però, che il praticante che intende occuparsi di reati e difendere imputati, dovrà svolgere pratica forense presso uno studio specializzato in diritto penale, anche se la legge vigente non vieta che, durante la carriera, un avvocato formatosi prevalentemente in ambito civilistico, si occupi anche di procedimenti penali. Insomma, la scelta finale per l’uno o per l’altro sbocco lavorativo si ricollega alle aspirazioni personali del praticante.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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