Fidanzamento tra colleghi: cosa dice la legge e quando è consentito

Pubblicato il 20 Novembre 2020 alle 11:45 Autore: Claudio Garau
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Fidanzamento tra colleghi: cosa dice la legge e quando è consentito

Potrebbe sembrare una domanda curiosa, ma la risposta – anche in queste circostanze – sta nella legge, o meglio nelle norme d’azienda. E’ possibile il fidanzamento tra colleghi, ovvero l’azienda che scopre la relazione sentimentale tra due dipendenti può opporsi e mettere il bastone tra le ruote? Non di rado tra colleghi si instaurano amicizie, condivisioni di hobby e tempo libero e, talvolta, può succedere che scatti qualcosa oltre alla semplice simpatia. Vediamo dunque di capire se vi sono limitazioni al fidanzamento tra colleghi oppure no.

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In verità, alla questione appena citata, non si può dare una risposta immediata e secca, ovvero un sì o un no. Va ricordato infatti che al pari di altre direttive che compaiono solitamente nel regolamento aziendale (ad es. in tema di uso degli strumenti informatici in ufficio), quest’ultimo può prevedere eventualmente una qualche norma che fissa il divieto di manifestare una relazione sentimentale con un collega, sul luogo di lavoro.

Facciamo chiarezza: nel nostro Paese non ci sono regole di legge che vietano di fidanzarsi con un collega o un superiore. Ci si riferisce chiaramente a dei legami che nascono in modo spontaneo perchè, se così non fosse, si tratterebbe di abusi e di molestie sul luogo di lavoro, che certamente avrebbero riflessi penali e potrebbero portare a condanne non di poco conto. Senza contare, poi, le conseguenze a livello disciplinare per il responsabile.

Non esistono leggi ad hoc, dunque, ma è non è vietato dalla legge l’inserimento nel regolamento aziendale di regole in qualche modo ‘etiche’, che stabiliscano non tanto il divieto di un futuro fidanzamento tra colleghi, ma piuttosto l’obbligo di mantenere un certo contegno e distacco in ufficio, onde non dare luogo a situazioni che possano risultare imbarazzanti o scomode quando si è con gli altri colleghi. Per quanto riguarda invece ciò che accade fuori dall’ambiente di lavoro, ovviamente non vi possono essere limiti alla relazione amorosa e a quello che ne può conseguire.

In verità, oltre all’ostacolo rappresentato dall’eventuale norma del regolamento aziendale, una relazione sentimentale con eventuale successivo fidanzamento tra colleghi, va contro ad altre barriere ed impedimenti: per esempio, talvolta può verificarsi un calo oggettivo della performance a lavoro. Insomma, chi è infatuato e prova attrazione per un collega o una collega, e la cosa è ricambiata, rende di meno ed è meno attento a ciò che fa. Con il passare del tempo, ciò potrebbe essere notato dal datore di lavoro, che potrebbe prendere provvedimenti disciplinari. Poi c’è il problema rappresentato dal giudizio, o pregiudizio degli altri colleghi di lavoro, che molto spesso sfocia in invidia, laddove una certa persona piace anche a qualche altro collega, ma senza esser stato ricambiato. Senza contare che l’invidia a lavoro può anche portare a conseguenze ritorsive, se non addirittura a casi di mobbing.

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Concludendo, c’è anche da considerare un fattore pratico che potrebbe minare in partenza una relazione sentimentale – e quindi un futuro fidanzamento tra colleghi – nata sul luogo di lavoro. Ci riferiamo alla condivisione di tantissimo tempo assieme, non soltanto quello in ufficio, ma anche quello a casa, nel caso i colleghi vivano sotto lo stesso tetto. Infatti, con tutta probabilità gli eventuali problemi del lavoro verrebbero trascinati a casa, e gli eventuali problemi domestici verrebbero trascinati in ufficio, con tutto ciò che ne consegue in termini di prestazioni professionali e di rapporto con gli altri colleghi. Il problema potrebbe non presentarsi all’inizio, se i colleghi innamorati vivono ognuno a casa sua, ma a seguito di un fidanzamento tra colleghi, le probabilità di vivere sotto lo stesso tetto salgono, come aumentano anche i rischi che la coppia salti o sia ‘vittima’ di qualche conseguenza a livello disciplinare.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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