Pensione di reversibilità e nuovo matrimonio, quando si perde e come?

Pubblicato il 4 Novembre 2020 alle 12:12 Autore: Claudio Garau
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 Pensione di reversibilità e nuovo matrimonio, quando si perde e come? 

Qui di seguito vogliamo affrontare una questione pratica che a che fare con la pensione di reversibilità e l’intenzione di sposarsi una seconda volta. D’altronde la logica ci potrebbe far pensare che nuove nozze e trattamento riservato ai “superstiti” del pensionato o del lavoratore deceduto siano incompatibili tra loro: facciamo chiarezza.

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Pensione di reversibilità: cenni essenziali

Prima di occuparci nello specifico della questione accennata in partenza, vediamo in sintesi che cos’è di fatto la pensione di reversibilità. Ebbene, altro non è che una prestazione economica, versata dall’Inps su domanda, a favore dei familiari di un pensionato ormai deceduto. Si tratta certamente di un trattamento spettante ai cosiddetti “superstiti” di quest’ultimo, ma è differente dalla pensione indiretta, giacchè quest’ultima è versata ai familiari del lavoratore deceduto, ovvero non pensionato, ma che abbia tuttavia versato regolarmente i contributi dovuti per legge.

Più nel dettaglio:

  • sono applicate le regole della pensione di reversibilità laddove il deceduto sia stato in passato titolare di una pensione diretta, ovvero un trattamento pensionistico di vecchiaia, inabilità, anzianità ecc.; l’importo della pensione in oggetto è fissato in una percentuale della pensione a suo tempo goduta dal deceduto;
  • sono applicate le regole della pensione indiretta laddove il deceduto, alla data della morte, non sia stato titolare di pensione diretta, perchè ancora lavoratore, ma all’epoca possessore dei requisiti assicurativi e contributivi tali da giustificare il diritto degli eredi alla prestazione ai superstiti. Infatti, detta prestazione economica è versata esclusivamente se il lavoratore prima del decesso aveva maturato alternativamente:
    • almeno 260 ore di contributi settimanali, di cui almeno 156 devono essere stati maturati nei 5 anni anteriori al decesso;
    • almeno 780 ore di contributi settimanali.

Attenzione: a detta pensione di reversibilità hanno diritto anche i superstiti dell’assicurato che sia passato a miglior vita nel corso del mese di presentazione della domanda per l’ottenimento della pensione di inabilità – se vi sono i requisiti previsti per il riconoscimento del correlato diritto, oppure nel corso del mese di perfezionamento dei requisiti.

Il diritto al trattamento pensionistico scatta partire dal primo giorno del mese posteriore a quello del decesso, indipendentemente dal momento di presentazione della domanda.

Per quanto riguarda i beneficiari della pensione di reversibilità, in linea generale essi sono i familiari del lavoratore deceduto iscritto al sistema di previdenza, ovvero:

  • coniuge o componente dell’unione civile;
  • figli;
  • genitori;
  • nipoti;
  • fratelli e sorelle.

Rimandiamo tuttavia alla pagina apposita del sito dell’Inps, per i dettagli sui titolari del diritto alla pensione di reversibilità.

Trattamento ai superstiti e nuovo matrimonio: ecco cosa dice la legge

A questo punto, possiamo affrontare la questione citata all’inizio: è possibile conservare il diritto alla pensione di reversibilità (o alla pensione indiretta), in ipotesi di nuove nozze della vedova o del vedovo?

Ebbene, la risposta da darsi è negativa: infatti, il d. lgs. n. 39 del 1945 (art. 3) è molto preciso sul punto, giacchè tra le cause di cessazione del diritto alla pensione per i superstiti, indica anche il nuovo matrimonio. Esso infatti stabilisce che: “Cessa il diritto alla pensione […] per il coniuge e per le figlie, quando contraggano matrimonio“. Ciò vale sia in relazione alla pensione di reversibilità, sia in relazione alla pensione indiretta.

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Il decreto sopra citato afferma che, in luogo della pensione, spetta alla persona che si sposa di nuovo, esclusivamente un assegno una tantum corrispondente a due annualità della propria quota di pensione, inclusa la tredicesima mensilità. Ma se la pensione di reversibilità è versata, alla data del nuovo matrimonio, anche ai figli, il suo importo dovrà essere ricalcolato a favore di questi ultimi, sulla scorta delle aliquote di reversibilità legate alla diversa composizione del nucleo familiare. Ecco dunque quali sono le conseguenze in caso di nuovo matrimonio della persona superstite vedova.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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