Cos’è il mobbing familiare : come si configura e cosa dice la legge

Pubblicato il 30 Ottobre 2020 alle 15:37 Autore: Claudio Garau
Maltrattamenti in famiglia reato, prescrizione e sentenze

Cos’è il mobbing familiare: come si configura e cosa dice la legge

Già ci siamo occupati più volte del mobbing e di fenomeni simili e che influiscono sulla sfera emotivo-psicologica della vittima, come lo stalking condominiale o il cyberbullismo: qui di seguito vogliamo vedere da vicino una ulteriore variante del mobbing, vale a dire il cosiddetto mobbing familiare. Si tratta infatti di un fenomeno di crescente diffusione entro le mura domestiche: non di rado, infatti, minacce, offese e derisioni – anche in presenza dei figli – sono rivolte da un coniuge all’altro. Come conseguenza, la vittima di tali attacchi verbali e/o fisici, si sente umiliato e spesso soffre di sensi di colpa, ansia, se non vera e propria depressione. Ma come rimediare innanzi a questa sgradevole situazione? Vediamolo.

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Mobbing familiare : i tratti essenziali e come distinguerlo

Il fenomeno del mobbing familiare, come anche quello di ambiente lavorativo, trova il suo fondamento nelle dinamiche relazionali tra le persone. In particolare, si parla di mobbing familiare laddove il legame matrimoniale appare ormai incrinato in modo irreparabile e compromesso da una persistente conflittualità tra marito e moglie. Spesso i casi di mobbing familiare emergono durante le fasi di separazione e divorzio, in cui l’autore dell’illecito pone in essere azioni e strategie che causano molestie psico-fisiche, allo scopo di esautorare la vittima, fino ad estrometterla dai delicati processi decisionali in materia di famiglia e prole.

In buona sostanza, colui che mette in atto una condotta riconducibile al mobbing familiare, lo fa per escludere il partner da ogni decisione, in vista della assai probabile rottura definitiva del legame matrimoniale. La vittima molto spesso sprofonda in uno stato di soggezione rispetto al marito o alla moglie vessatrice, tanto da sviluppare disturbi alla salute, come panico, stress, depressione, ansia o tachicardia, a riprova di quanto la condotta in esame sia riprovevole e da condannare.

Quattro le caratteristiche essenziali del mobbing familiare, che ci permettono di distinguerlo inequivocabilmente:

  • intento vessatorio e denigratorio nei confronti del marito o della moglie;
  • reiterazione nel tempo degli atti e delle strategie che mirano a distruggere psicologicamente la vittima;
  • danno psicofisico alla vittima (che va provato), come ad esempio la comparsa della depressione o di disturbi psico-somatici come la tachicardia;
  • non meno importante, il rapporto di causa-effetto (anch’esso da dimostrare) tra condotta illecita e danno.

Nella prassi, sono stati altresì individuate due differenti tipologie di mobbing familiare:

  • mobbing propriamente coniugale: si manifesta in una serie di attacchi ininterrotti e intenzionali nei confronti della vittima nella finalità, ad esempio, di allontanarla dal luogo di residenza della coppia oppure di metterne in discussione il ruolo all’interno della famiglia; tanti i casi pratici che danno luogo a questo tipo di mobbing. Ne ricordiamo qui alcuni significativi:
    • rifiuto di collaborare nella realizzazione dell’indirizzo familiare concordato;
    • pressioni per forzare l’abbandono del tetto coniugale;
    • atti mirati a sottrarre beni comuni alla coppia;
    • imposizioni della propria volontà sulle scelte comuni della famiglia.
  • mobbing genitoriale: si manifesta generalmente tra coppie separate o divorziate laddove l’autore dell’illecito tenti in vario modo di squalificare il coniuge dal ruolo genitoriale, facendolo sentire inadeguato e impedendo di fatto di esercitare la responsabilità genitoriale attraverso sabotaggi delle frequentazioni con la prole, vere e proprie campagne di denigrazione agli occhi dei figli e anche attraverso l’esclusione dai processi decisionali in materia di educazione, cura e crescita della prole.

Come difendersi dagli attacchi?

A questo punto, la domanda sorge spontanea: nel caso siano notati gli elementi che riconducono ad un caso di mobbing familiare, che cosa bisogna fare? come reagire? Ebbene, come già varie altre volte in passato, è stata la giurisprudenza, con le sue sentenza, a indicare la strada da percorrere per risolvere questioni pratiche e conflitti. E ciò è successo appunto anche in tema di mobbing familiare. Infatti, secondo i giudici, quest’ultimo è riconducibile alla categoria delle violazioni dei doveri matrimoniali.

Tutela in sede civile

Pertanto, chi è vittima di mobbing familiare, o comunque ne ha fondato sospetto, potrà domandare la separazione con addebito, con la conseguenza che verrà giudiziariamente accertato che la rottura del legame è dipesa dalla colpa del coniuge vessatore.

In buona sostanza, dimostrando la sussistenza dei quattro elementi distintivi sopra citati, la vittima potrà riuscire ad ottenere la sentenza di condanna al risarcimento danni alla salute, patiti per colpa del coniuge-mobber. Ma è chiaro che detta condotta vessatoria sarà da dimostrare con prove certe ed oggettive: non basteranno insomma semplici dichiarazioni orali della vittima. E’ opportuno dunque conservare i certificati medici che attestino il disagio psico-fisico patito e ogni altro documento utile. Altresì, sarebbe auspicabile procurarsi dei testimoni, che – per qualsiasi ragione – siano stati presenti durante gli atti o le condotte lesive.

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Tutela in sede penale

Concludendo, dobbiamo ricordare che, in tema di mobbing familiare, è possibile attivarsi non soltanto in sede civile, ma anche in sede penale. Ciò può avvenire nel caso gli atti compiuti dal mobber si siano concretizzati tramite lesioni, maltrattamenti e/o minacce. Sarà possibile fare denuncia se il reato è procedibile d’ufficio, oppure querela se il reato è procedibile su iniziativa di parte: occorre rivolgersi alle forze dell’ordine oppure alla Procura della Repubblica. Anche in sede penale, sarà possibile chiedere ed ottenere il risarcimento danni – costituendosi parte civile – insieme alla condanna dell’autore del mobbing familiare.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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