Nuovo Dpcm in vigore: cosa cambia da oggi 26 ottobre per il coronavirus

Pubblicato il 26 Ottobre 2020 alle 08:00 Autore: Daniele Sforza
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Nuovo Dpcm in vigore: cosa cambia da oggi 26 ottobre per il coronavirus

Dopo una lunga attesa il nuovo Dpcm è stato presentato all’ora di pranzo di domenica 25 ottobre 2020. Le misure in esso contenute entrano in vigore oggi, lunedì 26 ottobre 2020 e resteranno valide fino a martedì 24 novembre. Il premier Conte ha affermato che le misure prese ora serviranno per non chiudere a Natale. Che il sistema sanitario nazionale ha raggiunto livelli di stress preoccupanti. Così come preoccupante è la crescita della curva epidemiologica. I settori più penalizzati avranno comunque aiuti economici rapidi e più sostanziosi rispetto al passato. Andiamo quindi a scoprire cosa contiene il Dpcm in questa sintesi.

Nuovo Dpcm: misure restrittive per bar, ristoranti e locali

A partire dal 26 ottobre 2020 le attività dei servizi di ristorazione (bar, ristoranti, gelaterie, pub, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 fino alle ore 18. Il consumo al tavolo sarà consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Dopo le ore 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio e la ristorazione con asporto (fino alle ore 24).

Chiusure e divieti

Sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò. Chiusi anche cinema e teatri, oltre a sale da concerto. Stop anche a piscine, palestre, centri termali e centri benessere. Si fa eccezione per l’erogazione delle prestazioni che rientrano nei livelli essenziali di assistenza. L’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso centri e circoli sportivi sono permesse nel rispetto delle regole sanitarie.

Dopo matrimoni, battesimi e comunioni non sarà possibile fare banchetti o ricevimenti. Sono infatti vietate feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, incluse quelle susseguenti a cerimonie civili e religiose. Sospensione anche per i convegni e i congressi in presenza: fanno eccezione quelli che si svolgono con modalità a distanza.

Smart working e didattica

Il premier ha dichiarato che è implementato il ricorso allo smart working nella Pubblica amministrazione, mentre è fortemente raccomandato, laddove possibile, nel settore privato.

Per quanto riguarda le scuole, l’attività didattica resta in presenza per la scuola materna, le elementari e le scuole medie. Le scuole superiori, invece, adotteranno la Didattica a distanza almeno al 75% con estensione possibile fino al 100% (decideranno i singoli presidi degli istituti). Inoltre la didattica in presenza potrà essere organizzata tramite una modulazione della gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni (considerando anche il pomeriggio).

Le raccomandazioni incluse nel Dpcm

Inoltre il Decreto contiene delle raccomandazioni, che sostituiscono quelli che in bozze e ipotesi precedenti erano obblighi e ulteriori adempimenti. “Raccomandiamo di muoversi solo per motivi di lavoro, salute, studio e necessità e di non ricevere a casa persone che non siano del nucleo familiare”. L’obiettivo è quello di evitare una rapida e letale diffusione del contagio, ma per evitare un nuovo lockdown nazionale, si cerca l’appoggio dell’autoresponsabilizzazione della comunità, che in un certo senso è chiamata a mettersi in auto-lockdown, invitata a spostarsi solo per serie necessità oltre a rispettare le regole sopradette. Resta in vigore il potere conferito alle Regioni di definire misure ulteriormente restrittive, soprattutto in quei luoghi ad alto rischio di assembramento, ma soprattutto in quei territori dove il virus circola e colpisce in misura maggiore.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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