Regolamento di competenza: come funziona e perchè è utile sapere cos’è

Pubblicato il 22 Ottobre 2020 alle 15:11 Autore: Claudio Garau
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Regolamento di competenza: come funziona e perchè è utile sapere cos’è

Come abbiamo già avuto modo di notare svariate volte, il diritto è fatto di numerose espressioni tecniche che gli “addetti ai lavori” maneggiano quotidianamente, ma che tutti gli altri forse non ricordano o conoscono appieno. Tra queste, merita qui di essere menzionato il cosiddetto “regolamento di competenza“: che cos’è in concreto? quale è il suo scopo? Vediamolo di seguito, premettendo che il suo utilizzo può essere di grande aiuto alle parti di un processo.

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Regolamento di competenza: il contesto di riferimento

E’ chiaro che prima ancora di addivenire ad una sentenza o ad un qualsiasi altro provvedimento che statuisca su una lite o controversia in tribunale, è necessario capire chi è il giudice competente. Senza qui voler scendere ad analizzare tutti i dettagli tecnici in merito, ci limitiamo però a ricordare che nella giurisdizione civile, il magistrato che deve decidere su una certa causa, è individuato sulla scorta dei criteri di valore, materia e territorio.

Il punto è proprio il seguente: la questione del regolamento di competenza si pone a seguito della scelta compiuta dall’attore in ordine alla individuazione della competenza di un certo giudice, piuttosto che di un altro. Ricordiamo altresì che l'”attore” nella causa è colui che agisce presentando al magistrato l’istanza, ossia la richiesta mirata a far valere il suo diritto – che ritiene leso, ma ancora tutto da provare.

Se la suddetta scelta della competenza, viene contestata da una o più parti in causa, è chiaro che bisognerà fare chiarezza e capire qual è davvero il giudice competente.

Attenzione però: l’asserita incompetenza del giudice adito dall’attore va obiettata o eccepita, nella comparsa di risposta, a pena di decadenza. Per chiarezza, ricordiamo altresì che la comparsa di risposta consiste nel primo atto di difesa redatto dal convenuto, chiamato in causa nel processo civile.

Detta regola vale, indipendentemente dal criterio applicato per individuare il giudice, e poi oggetto di contestazione (ovvero materia, valore o territorio).

Non solo: l’incompetenza del giudice indicato dall’attore, può essere fatta valere anche d’ufficio, ma non dopo l’udienza di prima comparizione e trattazione (art. 183 c.p.c.).

Altro particolare di non poco conto è che le questioni legate alla competenza sono decise dallo stesso magistrato in rapporto a ciò che emerge dagli atti e senza specifica istruzione della questione, se non limitata ad ottenere sommarie informazioni, se ritenute opportune.

Ma qui rileva il regolamento di competenza, come vedremo tra poco.

La funzione del regolamento in oggetto

Abbiamo appena detto che è il giudice che valuta e decide sulla competenza, ma il suo provvedimento può essere oggetto di autonoma impugnazione con il cosiddetto regolamento di competenza di cui agli artt. 42 e 43 c.p.c., inerenti al regolamento necessario e facoltativo di competenza.

Il regolamento di competenza è dunque quella particolare procedura – ed anzi tecnicamente è un “mezzo di impugnazione” – che, richiesta d’ufficio con ordinanza o dalle parti con formale istanza, permette di investire della questione proprio la Corte di Cassazione la quale, di seguito, si pronuncerà in via definitiva su di essa. Detto iter è certamente utile alle parti e agli operatori stessi, giacchè permette di risparmiare sulle attività processuali e accorciare le tempistiche per la decisione: la Suprema Corte infatti chiarirà una volta per tutte, ed in via preventiva, chi è il giudice competente per una certa causa.

Secondo i giuristi, il regolamento è caratterizzato da una doppia anima, poiché è configurabile sia mezzo di impugnazione, sia come rimedio preventivo del contenzioso, disposto d’ufficio.

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Gli step chiave dell’iter

Il regolamento di competenza segue specifiche regole formali di procedimento, di cui all’art. 47 c.p.c. Ecco in sintesi i punti essenziali da ricordare:

  • l’istanza viene presentata con ricorso della parte interessata, che va depositata presso gli uffici della Suprema Corte, cui sono altresì rimessi i fascicoli di causa, ovvero tutto il materiale necessario ad addivenire ad una esatta decisione. Il ricorso di seguito è notificato alle altre parti della causa;
  • l’istanza può anche essere mossa d’ufficio, con ordinanza;
  • il processo da cui la richiesta di regolamento di competenza, è sospeso dalla data nella quale è fatta istanza di parte al cancelliere o dalla data della pronuncia con cui d’ufficio è domandato il regolamento in questione (art. 48 c.p.c.);
  • di seguito, la Corte di Cassazione decide sulla questione con ordinanza pronunciata in camera di consiglio. Questo prevede l’art. 49 c.p.c. che poi aggiunge: “Con l’ordinanza la Corte di Cassazione […] dà i provvedimenti necessari per la prosecuzione del processo davanti al giudice che dichiara competente“. Le parti pertanto non debbono dimenticare di riassumere il processo innanzi al giudice dichiarato competente, entro il termine di 3 mesi dalla comunicazione dell’ordinanza della Corte, altrimenti scatterà l’estinzione del processo (art. 50 c.p.c.).

Concludendo – come si può ben notare – il regolamento di competenza segue rigide regole formali, ma che sono giustificate e necessarie affinchè venga prontamente risolta la questione collegata all’individuazione del giudice che con la sua pronuncia, deciderà sulle sorti delle parti in lite.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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