Consiglio europeo, terza giornata: soluzione ancora lontana

Pubblicato il 20 Luglio 2020 alle 08:00
Aggiornato il: 23 Luglio 2020 alle 11:23
Autore: Eugenio Galioto

Consiglio europeo, terza giornata: soluzione ancora lontana. Conte a muso duro contro l’Olanda. I negoziati continueranno anche oggi

strasburgo
Consiglio europeo, terza giornata: soluzione ancora lontana

È già ora di cena quando si chiudono i vertici bilaterali ristretti, dopo che per la terza volta era stata rinviata la plenaria conclusiva del Consiglio europeo. Il compromesso sul rapporto tra il volume dei prestiti e quello dei sovvenzioni, sulla possibilità di porre il veto da parte di un Paese membro all’erogazione degli aiuti e su altre questioni riguardanti il bilancio comunitario (come l’entità dei “rimborsi” concessi ai Paesi del Nord) è di là da venire. Del resto, già dal pomeriggio appariva chiaro come il braccio di ferro tra i “frugali” del Nord e i Paesi “del Sud” si fosse intensificato al punto da apparire lontana qualsiasi soluzione mediatrice.

Consiglio europeo: Conte a muso duro contro l’Olanda

Al Consiglio europeo, l’Olanda guida i Falchi del Nord che vorrebbero un volume di sovvenzione inferiore ai 400 miliardi ed il potere di veto sull’elargizione degli aiuti da parte anche solo di un singolo Stato membro dell’Ue. Il Premier Conte, ai ferri corti con l’olandese Rutte, ha addirittura invocato il ricorso alla Corte di giustizia Ue, in quanto la richiesta avanzata dall’Olanda sarebbe contro le regole dell’Ue. Mentre, nel frattempo, incassa anche l’endorsement di Orban, oggetto di una pregiudiziale sul rispetto dello “Stato di diritto”.

A Rutte, il Premier italiano ha ribadito come le “cifre attuali” siano il “minimo indispensabile”, per cui se il mercato crolla è “lo stesso Rutte a doverne rispondere”.

L’offerta finale lanciata dai “frugali” (Olanda, Svezia, Danimarca, Austria e Finlandia) in sede del Consiglio europeo è 350 miliardi di sovvenzioni da raddoppiare con un pari ammontare di prestiti. Purché, però, la questione dei rebate, cioè degli “sconti” sul bilancio comunitario 2021-2027, sia risolta a loro favore: dovrebbero salire, secondo la loro richiesta a 25 miliardi.

L’Italia e i Paesi del Sud, invece, vorrebbero che la proposta di Recovery fund della Commissione Ue resti così com’è: 750 miliardi totali di cui 500 di aiuti a fondo perduto, secondo Conte “il minimo indispensabile per una reazione minimamente adeguata; se tardiamo la reazione dovremo calcolare il doppio o forse anche di più”.

Il Presidente del Consiglio italiano poi si è rivolto a muso duro direttamente contro Rutte: “vi state illudendo che la partita non vi riguardi o vi riguardi solo in parte. – ha detto Conte, precisando – in realtà se lasciamo che il mercato unico venga distrutto tu forse sarai eroe in patria per qualche giorno, ma dopo qualche settimana sarai chiamato a rispondere pubblicamente davanti a tutti i cittadini europei per avere compromesso una adeguata ed efficace reazione europea”.

Su Twitter, il Capo del governo si concede di essere ancor più duro: “la stragrande maggioranza difende il progetto europeo contro pochi frugali” – “Da una parte c’è la stragrande maggioranza dei Paesi – compresi i più grandi Germania, Francia, Spagna, Italia – che difendono le istituzioni europee e il progetto europeo, dall’altra pochi Paesi, detti ‘frugali’”.

Durante la seconda giornata del Consiglio europeo è arrivata persino la proposta di Enrico Letta, secondo la quale sarebbe meglio, per giungere ad una soluzione delle trattative, che l’Olanda si tiri fuori (‘opting out’) e lasci che siano gli altri ventisei a siglare l’intesa su Recovery fund.

Sul tavolo anche il vincolo del rispetto dello Stato di diritto per Visegrad

L’altro nodo scoperto del Consiglio europeo è rappresentato il vincolo dei contributi a fondo perduto con il rispetto dello Stato di diritto da parte dello Stato beneficiario; questione questa che chiama in causa proprio il blocco di Visegrad, guidato dall’ungherese Viktor Orban, già attenzionato dalle istituzioni europee per presunte degenerazioni autoritarie.

Il premier ungherese ha definito l’olandese Rutte responsabile del mancato raggiungimento dell’accordo “Se l’intesa non si fa è a causa del leader olandese, non a causa mia. È lui che ha iniziato questa faccenda. L’olandese è il vero responsabile per tutto il caos di ieri”. E ha precisato che “l’Olanda vorrebbe creare un meccanismo per controllare la spesa dei Paesi del Sud. Sostanzialmente è una disputa tra italiani e olandesi”. E ha aggiunto “Noi siamo dalla parte dell’Italia“, cogliendo la balla al balzo all’interno dello scontro tra Italia e Olanda.

Consiglio europeo: la trattativa continua

A tarda sera appare chiaro che il vertice del Consiglio europeo, che avrebbe dovuto concludersi sabato, sarebbe proseguito anche oggi. Sul tavolo anche l’ampiezza del quadro finanziario 2021-2027. Dopo gli scontri “durissimi” delle scorse ore, come li ha definiti Giuseppe Conte, i leader si sono seduti intorno a un tavolo alle 19:30 per una cena di lavoro, dopo lunghe trattative bilaterali. Assente sul tavolo una nuova proposta da parte del Presidente del Consiglio europeo Charles Michel perché non è stato ancora trovato un accordo in sede del Consiglio europeo sull’ammontare dei fondi a finanziamento perduto, anziché sotto forma di prestiti.

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L'autore: Eugenio Galioto

Sociologo, un passato da ricercatore sociale e un presente da analista politico. Scrivo principalmente di economia e politica interna. Amo il jazz, ma considero l'improvvisazione qualcosa che solo i virtuosi possono permettersi.
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