Consulta: legittimo escludere Aspi dalla ricostruzione Ponte Morandi

Pubblicato il 14 Luglio 2020 alle 16:35
Aggiornato il: 17 Luglio 2020 alle 18:57
Autore: Eugenio Galioto

Dalla Consulta arriva la bocciatura del ricorso al Tar dei Benetton: è legittimo escludere Aspi dalla ricostruzione del Ponte di Genova. Entusiasmo nel M5S.

Ponte Morandi
Consulta: legittimo escludere Aspi dalla ricostruzione Ponte Morandi

Ad accendere i toni all’interno della maggioranza sulla revoca delle concessioni autostradali alla famiglia Benetton, proprietaria di Atlantia che controlla Autostrade per l’Italia arriva ora la sentenza della Consulta che stabilisce la legittimità dell’esclusione di Aspi (Autostrade per l’Italia) dalla ricostruzione del Ponte Morandi.

La Corte costituzionale ha ritenuto infondate le questioni relative all’esclusione legislativa di Aspi dalla procedura negoziata finalizzata alla selezione da parte dello Stato delle imprese alle quali poter affidare i lavori di demolizione e di ricostruzione del Ponte Morandi di Genova, il cui crollo, il 14 agosto del 2018, è costato la vita di 43 persone.

“La decisione del Legislatore di non affidare ad Autostrade la ricostruzione del Ponte – sostiene una nota stampa della Consulta – è stata determinata dalla eccezionale gravità della situazione che lo ha indotto, in via precauzionale, a non affidare i lavori alla società incaricata della manutenzione del Ponte stesso”.

Consulta: la risposta al Tar della Liguria e la revisione del “decreto Genova”

La decisione della Consulta viene dopo l’esame delle questioni sollevate dal Tar della Liguria riguardanti le disposizioni del cosiddetto “decreto Genova“, varato durante il governo giallo-verde e fortemente voluto dall’ex ministro Toninelli.

Il decreto aveva eletto a commissario straordinario il sindaco genovese, Marco Bucci, affidando a questi la demolizione e la ricostruzione del Ponte Morandi. Inoltre, al commissario spettava individuare le imprese affidatarie, con il solo veto nei confronti di Autostrade Spa (Aspi) e nella fattispecie ad Atlantia che ne controlla la maggioranza azionaria. Il decreto, impugnato dai Benetton, obbligava inoltre Aspi a far fronte ai costi della ricostruzione del Ponte.

Nel ricorso al Tar presentato da Aspi e bocciato dalla Consulta i Benetton hanno insistito sui meriti della società nel supportare in questi due anni “in ogni modo la realizzazione del nuovo viadotto sul Polcevera”, caricandosi l’onere dei costi “della totalità delle spese di demolizione e costruzione”: vale a dire un esborso complessivo di circa 600 milioni di euro “sotto forme di indennizzi e sostegno a cittadini e imprese“.

M5S: “Su Atlantia e i Benetton non ci siamo mai piegati”

Le prime reazioni a freddo dal mondo politico sono giunte dal M5S: “la Consulta ci ha dato ragione, non era illegittimo estromettere i Benetton dalla ricostruzione del Ponte di Genova, – è stato il commento di Luigi Di Maio che ha poi aggiunto – il nostro decreto andava bene. Un grazie, doveroso, a Danilo Toninelli che ha sempre dato il massimo per la ricostruzione del Ponte. Adesso pensiamo a fare giustizia per le famiglie delle 43 vittime”.

Il Premier Conte, apprendendo la notizia mentre era ospite dal Premier spagnolo Sanchez si è detto entusiasta della sentenza della Consulta: “ci conforta che la Corte costituzionale abbia confermato la piena legittimità costituzionale della soluzione normativa che venne a suo tempo elaborata dal governo”. L’affondo arriverà qualche ora più tardi.

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L'autore: Eugenio Galioto

Sociologo, un passato da ricercatore sociale e un presente da analista politico. Scrivo principalmente di economia e politica interna. Amo il jazz, ma considero l'improvvisazione qualcosa che solo i virtuosi possono permettersi.
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