Reddito di cittadinanza e scala equivalenza pagamenti, come funziona

Pubblicato il 17 Giugno 2020 alle 19:43
Aggiornato il: 24 Giugno 2020 alle 23:26
Autore: Giuseppe Spadaro

I dati Istat sulla povertà ed il report del 16 giugno riportano al centro del dibattito la scala di equivalenza del Reddito di cittadinanza.

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Reddito di cittadinanza e scala equivalenza pagamenti, come funziona

Il reddito di cittadinanza (qui il sito ufficiale) è la misura introdotto dal governo Conte I sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega per aiutare le persone e le famiglie in difficoltà ed il cui impianto complessivo ha come finalità la diminuzione della distanza tra domanda ed offerta di lavoro.

Tantissime sono state, sin dalla sua introduzione, le critiche indirizzate alla misura che molti ritengono di stampo eccessivamente assistenzialista e poco efficace sul piano della effettiva capacità di aumentare i posti di lavoro. Mesi fa abbiamo riportato il pensiero dell’economista Boeri secondo cui le famiglie numerose sarebbero in un certo senso penalizzate dalle modalità di funzionamento della misura.

Reddito di cittadinanza e scala di equivalenza

Infatti il reddito di cittadinanza si calcola in base ad una serie di parametri. Uno di questi è il cosiddetto valore della scala di equivalenza. In pratica si tratta di un punteggio che varia a seconda della composizione del nucleo familiare. La scala di equivalenza è pari a: 1, per il primo componente del nucleo familiare; è incrementata di 0,4 punti per ogni ulteriore componente maggiorenne; è incrementata di 0,2 punti per ogni ulteriore componente minorenne; fino ad un massimo di 2,1; il massimo è di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, come definite ai fini Isee.

Reddito di cittadinanza, Alleanza contro la povertà chiede una modifica della scala di equivalenza

Il tema incide direttamente sull’importo del reddito di cittadinanza e dunque sulla capacità della misura di contrastare la povertà in Italia. L’argomento è tornato nelle ultime ore al centro del dibattito pubblico.

E a parlarne è stata l’organizzazione Alleanza contro la povertà a commento dei dati Istat. “Il report diffuso oggi dall’Istat (il riferimento è al report del 16 giugno 2020 ndr) fa registrare un lieve calo della popolazione in povertà assoluta nel 2019. Un dato che sottolinea ancora una volta la necessità di uno strumento di sostegno al reddito, come il Reddito di cittadinanza, che accompagni le persone che vivono in una situazione economica drammatica in percorsi di inclusione sociale e lavorativa e che le aiuti a uscire dalla condizione di bisogno”.

Per Alleanza contro la povertà “i dati, però, certificano soprattutto quanto siano maggiormente esposte le famiglie di cittadini stranieri, quelle con minori e quelle numerose, per le quali la povertà assoluta ha un’incidenza più elevata”. Secondo l’Alleanza contro la povertà, “la fotografia dell’Istat, dunque, dimostra ancora una volta la necessità e l’urgenza di interventi rafforzativi del Reddito di cittadinanza che consentano di raggiungere tutte le persone in condizione di povertà assoluta e, in particolare, le più colpite: una sostanziale modifica della scala di equivalenza che non penalizzi, come l’attuale, i minori e le famiglie numerose; l’allentamento degli stringenti vincoli anagrafici, che sono discriminatori per gli stranieri”.

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L'autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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