Contachilometri auto manomesso: sanzioni e come scoprire la truffa

Pubblicato il 14 Giugno 2019 alle 13:42 Autore: Claudio Garau

Truffa con manomissione del contachilometri auto: di che si tratta e come avviene? Come può tutelarsi il privato acquirente e quali sono le sanzioni?

Contachilometri auto manomesso sanzioni e come scoprire la truffa
Contachilometri auto manomesso: sanzioni e come scoprire la truffa

Il mercato dell’usato, nel settore automobili, può esser luogo in cui fare buoni affari ed acquistare ad un prezzo conveniente un mezzo in buono stato, ma può anche riservare brutte sorprese. Tra queste, i veicoli con contachilometri auto manomesso. Vediamo di seguito quali sanzioni scattano e come è preferibile comportarsi in queste situazioni.

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Contachilometri auto manomesso: di che si tratta? perché accade?

Quello dell’alterazione del contachilometri auto usata, al fine di far risultare un numero di km percorsi inferiore a quello reale, è un problema serio e diffuso in tutto il paese. Si tratta infatti di un vero e proprio business (illecito), in grado da un parte di alterare i valori del mercato dell’auto, e dall’altro di arrecare pregiudizio all’ignaro privato cittadino, che cade nel tranello. Di raggiri e tranelli infatti si tratta in queste circostanze, tant’è che l’autore di una simile condotta, risponde del reato di truffa, di cui all’art. 640 del Codice Penale.

In tale disposizione si fa infatti riferimento ad un illecito provocato da chiunque che, con artifizi o raggiri, induca qualcuno in errore e procuri a sè o ad altri un profitto ingiusto con altrui danno. È chiaro quindi che alterare il contachilometri auto ha la finalità di far decrescere i km percorsi, per avere più probabilità di vendita (ed a un prezzo più alto). Si tratta di prassi diffusa non soltanto tra i commercianti, ma anche tra gli stessi privati proprietari di veicoli.

Come scoprire la truffa?

Il privato cittadino accorto potrà però difendersi da tentativi di truffa di questo tipo. Infatti, è importante ricordare che ogni veicolo è sottoposto a revisione obbligatoria e periodica, dopo il quarto anno dall’immatricolazione e, di seguito, ogni 2 anni. In caso di revisione, la legge prevede oggi il rilascio di un attestato, certificante tutte le informazioni relative al mezzo, compreso ovviamente il numero di km percorsi.

Tale dato, inoltre, è poi fatto avere agli uffici designati, presso il ministero Infrastrutture e Trasporti, i quali gestiscono un sito web in cui sono riportati i dati di chilometraggio auto di tutti i veicoli revisionati in Italia. Di conseguenza, il privato può, con un certa facilità, scoprire il rischio di fregatura: richiedendo al venditore, la copia dell’ultimo certificato di revisione del mezzo, oppure collegandosi al suddetto sito e digitando il numero di targa dell’automobile.

Se guardiamo ad altri metodi per scoprire un tentativo di truffa, allora sarà opportuno rivolgersi ad un perito di fiducia che possa esaminare le condizioni del mezzo, per capire se eventualmente sia troppo logoro e deteriorato (non solo dal punto di vista estetico, ma anche da quello della componentistica), per poter riportare un valore basso di km percorsi. È possibile anche richiedere una visura dell’automobile al PRA (Pubblico registro automobilistico, registro nazionale che raccoglie e controlla gli atti di compravendita dei veicoli): essa è utile in quanto informerà su tutti i passaggi di proprietà del mezzo e sulla data di immatricolazione.

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Cosa rischiano gli autori di questo reato?

Come confermato anche dalla giurisprudenza della Cassazione, in queste circostanze, è in gioco il reato di truffa e le sanzioni previste all’articolo sopra richiamato: pertanto, l’acquirente ingannato potrà far sì che sia attivato un processo penale presentando denuncia e costituendosi parte civile, tramite il proprio avvocato. In tale processo potrà quindi chiedere il risarcimento danni. Ulteriormente, sarà possibile dar luogo anche ad un’azione innanzi al giudice civile, al fine di ottenere la risoluzione del contratto: essa comporterà la restituzione dei soldi e la riconsegna del veicolo dal chilometraggio truccato. Nello specifico caso in cui l’alterazione del chilometraggio auto sia minima, eventualmente sarà possibile richiedere una riduzione del prezzo di vendita.

Infine, i commercianti che manomettono i contachilometri auto, rischiano sanzioni supplementari. Ci riferiamo a quelle disposte dall’AGCM (Agenzia Garante della Concorrenza e del Mercato, anche detta Antitrust). Tale Autorità amministrativa indipendente, negli ultimi tempi, ha infatti inflitto multe molto alte, oscillanti tra i 100.000 e i 250.000 euro, verso i venditori disonesti.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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