Turismo sanitario in Italia, regione per regione – infografiche

Pubblicato il 19 Ottobre 2018 alle 11:05 Autore: Gianni Balduzzi
TURISMO SANITARIO

Turismo sanitario in Italia, regione per regione – infografiche

La sanità in Italia, lo sappiamo, presenta realtà molto differenziate.

Che rispecchiano le diverse condizioni economiche delle nostre regioni e il secolare divario tra Nord e Sud.

Così si è sviluppato negli anni una sorta di turismo sanitario di pazienti che lasciano la propria provincia per recarsi in una vicina. O anche fuori regione per accedere a cure più efficienti.

Sulla base di dati Istat abbiamo realizzato una infografica che illustra in quali province siano maggiori le percentuali di pazienti che scelgono di curarsi altrove.

Nel 2016, l’ultimo anno di cui si hanno i dati, sono le province del Sud e dell’area appenninica quelle da cui parte la maggior parte del turismo sanitario. Si raggiunge il 22,2% in provincia di Cosenza, il 20,2% in quella di Reggio Calabria, il 22,5%, in quella di Matera. Il massimo è tuttavia il 27,6% della provincia di Isernia.

Si è intorno al 18-19% a Viterbo, Rieti, Potenza. Al Nord si supera il 15% ad Alessandria, Novara, Verbania.

Sono soprattutto le province più piccole e rurali, senza grossi centri ospedalieri che coprano tutte le patologie e realtà prestigiose che subiscono i trasferimento altrove dei pazienti. Infatti il turismo sanitario è minore a Napoli, Palermo, Bari, rispetto alle aree intorno. Il minimo si raggiunge a Bergamo, Lecco, Como, dove si rimane sotto il 2%. E poi a Milano, Varese, Forlì, Pisa. Ma cosa è cambiato negli anni?

Turismo sanitario, l’evoluzione negli anni – infografiche

È possibile scorrere gli anni dal 1999 al 2016, e osservare come le percentuali relative alla proporzione di pazienti che si rivolgono ad altre province per curarsi cambiano.

Il modello di base non è cambiato molto, con le province del Sud protagoniste del turismo sanitario. Ma quello che emerge è che nel 2016 vi era una maggiore omogeneità rispetto a una decina di anni prima. Ovvero quasi tutto il Sud presentava valori maggiori e il Nord minori. Con gli anni in alcuni casi c’è stata un maggiore mescolamento. Quindi per esempio le province di Foggia e Perugia (che è al Centro) sono uscite dalla fascia con percentuali maggiori, mentre sono peggiorate quelle relative a Verona, Modena, Reggio Emilia, Imperia, Savona.

Insomma, anche a Nord la provincia più profonda soffre a livello sanitario uno spostamento di pazienti verso i centri maggiori della propria regione o di un’altra.

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L'autore: Gianni Balduzzi

Editorialista di Termometro Politico, esperto e appassionato di economia, cattolico- liberale, da sempre appassionato di politica ma senza mai prenderla troppo seriamente. "Mai troppo zelo", diceva il grande Talleyrand. Su Twitter è @Iannis2003
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