Elezioni politiche 2018: data e scioglimento camere il 27 dicembre

Pubblicato il 13 Dicembre 2017 alle 12:51 Autore: Giulia Angeletti
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 Elezioni politiche 2018: data e scioglimento camere il 27 dicembre

Si fa lentamente strada la conferma della data delle prossime elezioni politiche. Se inizialmente si era parlato del 18 marzo sembra che, in definitiva, le urne si terranno invece il 4 marzo 2018 . Verso la fine dell’anno quindi, cioè il 27 dicembre prossimo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella provvederà come da prassi allo scioglimento delle Camere, ponendo fine alla XVII Legislatura.

Elezioni politiche, alle urne il 4 marzo 2018

Da quanto si apprende da Repubblica e il Corriere della Sera è stata trovata solo negli ultimi giorni la quadra circa la data delle urne, che è il risultato delle richieste e preferenze espresse sia da Mattarella che dai partiti. Il capo dello Stato, d’altronde, ritiene che questo Parlamento non possa fare altro dopo aver approvato la Legge di Bilancio; quindi, anche se alcune leggi sono rimaste in attesa di approvazione, meglio “staccare la spina” il prima possibile. Per quanto riguarda il premier Paolo Gentiloni – di cui attendiamo entro breve il discorso di fine anno – il desiderio del Colle è che egli rimanga esattamente dove sta fino alla formazione (sperata, data la natura del Rosatellum) di un nuovo esecutivo in primavera.

In effetti la legge lo permette, come hanno già verificato gli uffici della Presidenza della Repubblica; il governo attuale si occuperà del disbrigo degli affari correnti finché, di fronte alle nuove Camere, Gentiloni rassegnerà dimissioni “formali”.

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Elezioni politiche, Salvini: “Bene il 4 marzo, ma con le regionali”

Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini si è espresso circa la data delle urne, sostenendo che l’ipotesi 4 marzo va bene solo nel caso di un election day che unisca politiche e regionali. Qualche settimana fa già Silvio Berlusconi aveva espresso la volontà di unire tutto in un unico evento elettorale; così facendo infatti si otterrebbe un risparmio per le casse statali di ben 500 milioni di euro.

Ma questa ultima non è sicuramente l’unica motivazione per puntare all’election day; il centrodestra avrebbe infatti tutto da guadagnare in una giornata elettorale unica, poiché in Lombardia si attende la grande performance proprio della Lega Nord. E infatti Salvini ora incalza: “E’ chiaro che noi siamo a favore dell’election day. Bisogna votare lo stesso giorno anche per le regionali. Non farlo sarebbe uno spreco di denaro, una follia”.

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L'autore: Giulia Angeletti

Giornalista pubblicista classe 1989, laureata in Scienze Politiche, "masterizzata" presso la Business School del Sole 24 Ore, attualmente è addetta stampa e redattrice per Termometro Politico. Affascinata dal mestiere più bello del mondo e frustrata dalla difficoltà di intraprendere più seriamente questa professione, pianifica numerosi "piani B" per poter sbarcare il lunario nel settore della comunicazione. Ama informarsi e leggere, odia avere poco tempo per farlo. Su Twitter è @GiuliaAngelett3
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